Il Tirreno

Pontedera

«Le nostre attività in crisi per la frana»

di Sabrina Chiellini
«Le nostre attività in crisi per la frana»

Commercianti e artigiani di Ponticelli chiedono la riapertura al traffico della Francesca al Ponte alla Navetta

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PONTICELLI. Le incertezze sui tempi di riapertura al traffico della strada provinciale Francesca, interrotta da una frana vicino al Ponte alla Navetta, pesano ogni giorno di più sui già magri bilanci delle attività economiche non solo di Montecalvoli, la frazione più vicina all’interruzione stradale, ma anche di Ponticelli. Disagi che sono sempre più difficili da accettare non solo per le varie categorie economiche ma anche per i cittadini e i lavoratori pendolari che ogni giorno da Pontedera e dai centri vicini si spostano per ragioni di lavoro e devono raggiungere Santa Maria a Monte.

Ieri commercianti, artigiani e piccole imprese, oltre ad un gruppo di cittadini che abitano lungo la via Francesca, hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Provincia Andrea Pieroni che nei prossimi giorni dovrebbe incontrare anche una delegazione di amministratori comunali. Loro, cittadini e aziende, vorrebbero conoscere senza intermediari, come spiegano nella lettera, quali sono i tempi, i modi e i costi degli interventi che si intendono mettere in campo per mettere in sicurezza la collina che frana. C’è anche chi a Ponticelli, come il gestore del distributore Beyfin, Antonio Cerone, è convinto che i cittadini dovrebbero chiedere l’intervento del prefetto di Pisa. «Finora nessuno ha mosso un dito – dice – e noi abbiamo visto diminuire il nostro lavoro del 50%. Secondo me il lavoro che è stato fatto in questi giorni è completamente sbagliato. Invece di realizzare una corsia alternativa hanno occupato lo spazio disponibile per creare una montagna di terra». Soluzione questa, rispetto ai lavori fatti realizzare dalla Provincia, già ampiamente criticata nei giorni scorsi da Alessandro Tantussi, uno dei cittadini più battaglieri in questa vicenda della chiusura della strada. «Dobbiamo decidere al più presto – dice Tantussi – se portare avanti un’azione legale contro la Provincia e cercare, con cause civili, di ottenere il riconoscimento dei danni».

Andando in giro nei negozi di Ponticelli, che pure sono abbastanza vicini alla Tosco Romagnola e alla superstrada, si capisce subito che è tutto un pianto e un lamento. Come a Montecalvoli i commercianti sono in allarme. «Da quando la strada è chiusa – dice Angela De Vita del Bar Noir – lavoriamo molto di meno. Abbiamo perso tutti i clienti di passaggio. La mattina apro alle 5 ma il lavoro inizia con calma... Noi abbiamo bisogno che la strada venga riaperta al più presto. Questo è già un momento difficile e perdere il lavoro non fa piacere a nessuno. Nel frattempo però dobbiamo pagare le tasse...».

Anche Serena Nuti di “Ragazzi d’Italia” non fa mistero della sua preoccupazione: «Stiamo perdendo molti clienti – dice – soprattutto chi arriva da Pontedera, Pisa deve fare mille giri e affrontare troppi disagi. Sempre più spesso mi sento dire per telefono che rinunciano a venire fino a quando c’è la strada chiusa al Ponte alla Navetta».

«Questa chiusura ci sta creando molti danni – aggiunge Carla Carli del negozio Miss – ma noi commercianti anche se vendiamo di meno e siamo già penalizzati dalla crisi dobbiamo continuare a pagare luce, affitti, tasse. Il nostro timore è che la strada resti chiusa ancora a lungo. Sarebbe un vero problema per molti di noi».

«Su questa situazione c’è stata poca informazione – dice Raffaella Perillo, parrucchiera di “Glamour” – nessuno sa con certezza quando la provinciale Francesca riaprirà anche a senso unico alternato. Questo spaventa anche perché il lavoro ne risente».

«Abito a Pontedera e vengo a lavorare a Ponticelli – dice Maria Rosa Pratali, commessa del negozio “Guelfa” – da quando la strada è chiusa impiego un’ora in più per andare a casa e spendo 20 euro in più alla settimana di benzina». Con lei protesta anche la collega Susanna Cateni di Cascina. «I disagi sono infiniti. Mi piacerebbe sapere cosa fanno in montagna quando c’è una frana.... Mi pare che la situazione sia di quelle da fare restare senza parole», aggiunge ritenendo superfluo ogni ulteriore commento.

A spaventare i cittadini è l’atteggiamento tenuto finora dalla Provincia di Pisa, oltre che da parte dei Comuni di Calcinaia e Santa Maria a Monte interessati dalle conseguenze della frana al Ponte alla Navetta. I lavori potrebbero richiedere una spesa di due milioni di euro che la Provincia al momento non ha nelle sue disponibilità.

Se le risposte che i cittadini chiedono non arriveranno, potrebbero organizzare nuove iniziative di protesta nella speranza di richiamare l’attenzione sui loro problemi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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