Sicurezza
Autogestione nel Pd Vanni: «Tutti a casa»
Montopoli, dall’assemblea del partito un segnale ai vertici romani Votato all’unanimità il documento per azzerare dirigenti e parlamentari
MONTOPOLI. Autogestione, almeno fino a lunedì sera. Per l’assemblea comunale del Pd di Montopoli la misura è colma. «Tutti a casa», è la sintesi del documento politico approvato all’unanimità dalla segreteria.
«Gli attivisti dichiarano di non sentirsi più rappresentati dal gruppo dirigente nazionale né dai parlamentari eletti nelle file del partito – afferma il segretario comunale del Pd montopolese Sandro Vanni –. Chiedono pertanto le immediate dimissioni di tutti i dirigenti nazionali, la chiusura immediata e per sempre di tutte le correnti e la convocazione di un congresso straordinario». Tutto è maturato nella serata di venerdì, sulla scorta del caos in cui è precipitato il partito con l’elezione del Presidente della Repubblica. C’è la riunione della segreteria, ma poco alla volta vedendo le luci accese si affacciano altri iscritti e si uniscono alla discussione. Così la riunione di segreteria si trasforma in assemblea e i trentacinque presenti votano all’unanimità il documento che chiede voltare pagina.
«Continueremo l’attività di base, nel rispetto dello spirito costituente del Pd – dice il segretario Vanni –, avendo come unico riferimento gli iscritti e gli elettori del territorio». Autogestione. Almeno fino a lunedì sera, quando per le 21 è convocata nella sezione di Capanne l’assemblea comunale del Pd. All’ordine del giorno: la situazione politica nazionale.
«L’auspicio è di ritrovarci in tanti per dare forza a un segnale che anche altri circoli stanno raccogliendo. C’è la novità dell’elezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano, ma i problemi nel partito restano».
Il Pd a Montopoli ha una sola anima? «Ci sono esponenti di diverse mozioni congressuali ma per la nostra storia non esistono correnti organizzate – conclude Vanni –. Fino ad oggi discutevamo al nostro interno ma poi con il voto della maggioranza ritrovavamo l’unità. È quello che si fa in democrazia e che prevede anche lo statuto del partito».
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