Gioco
Una vita autonoma, contributi di 1800 euro al mese ai disabili
PONTEDERA. Un progetto per aiutare i disabili ad avere una vita autonoma. Un sostegno economico che si potrà avere grazie a un finanziamento regionale e che permette, a chi ne farà richiesta, di...
PONTEDERA. Un progetto per aiutare i disabili ad avere una vita autonoma. Un sostegno economico che si potrà avere grazie a un finanziamento regionale e che permette, a chi ne farà richiesta, di poter usufruire dell’aiuto di un operatore, per poter svolgere le funzioni quotidiane.
A gestirlo sarà la società della Salute della Valdera. «È al terzo anno – spiega il direttore dellaSds Patrizia Salvadori – e quest’anno abbiamo avuto anche un cospicuo finanziamento: 150mila euro quasi il doppio rispetto a un anno fa».
D’altra parte, nel tempo, sono cresciute anche le richieste: erano 5 all’inizio, ora sono dieci. «E speriamo di allargare il numero delle persone che potranno beneficiare di questo contributo che può essere da 800 a 1800 euro mensili – spiega ancora Salvadori – Chi ne è interessato deve presentare un progetto che sarà valutato da una commissione». Dai risultati della commissione nascerà una graduatoria. I soldi vengono attribuiti alla persona disabile (con disagi sensoriali o fisici) che poi regolerà il rapporto, con una apposita convenzione o contratto, con l’operatore che sceglierà in maniera autonoma. Unica eccezione: non potrà essere un parente.
Per presentare le domande c’è un mese di tempo.
«Un progetto significativo – dice il presidente della Sds Valdera Simone Millozzi – anche per le difficoltà che stiamo attraversando».
Ma il suo rammarico maggiore è per le trasformazioni che sono in atto nella sanità toscana, soprattutto per quello che riguarda le società della Salute, che sembrano superate. «Non la penso così – dice Millozzi – perché penso ai risultati che otteniamo noi in Valdera. E sono rammaricato per com’è strutturata la riforma, almeno dalle prime bozze che circolano. Credo che se non ci sarà una concertazione con il territorio, se le cose verranno calate dall’alto come sembra che possa avvenire, senza che i sindaci possano interlocuire per adeguare alle esigenze del territorio le situazioni, non si potranno dare risposte giuste ai cittadini».
La preoccupazione è che una serie di temi, come quelli legati ai posti letto, alla centrale 118, ai centri di prelievo e ai medici di famiglia, saranno trattati a tavoli con Asl, direzioni generali e area Vasta, perdendo di vista il territorio. «Che – conclude Millozzi – fino a oggi, ha permesso invece, di concertare i servizi con in territorio di competenza, superando i disagi che invece avrebbero provocato i tagli. Di questa esigenza ho parlato anche all’assessore regionale Marroni. Spero che i nostri consiglieri regionali ci diano una mano a superare questo problema».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google