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Ricerca e formazione fanno crescere le aziende

Ricerca e formazione fanno crescere le aziende

CASTELFRANCO DI SOTTO. Sono due le direttrici del Polo tecnologico conciario: la ricerca e la formazione. «Attività a cui si abbinano l’assistenza alle aziende e il trasferimento tecnologico»,...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Sono due le direttrici del Polo tecnologico conciario: la ricerca e la formazione. «Attività a cui si abbinano l’assistenza alle aziende e il trasferimento tecnologico», precisa il direttore del Polo Domenico Castiello. Una ricerca ad ampio spettro e che nella concia delle bucce di agrumi trova un segno evidente delle competenze maturate all’interno di una struttura che è unica nel panorama nazionale.

Attivo dal 2002 il Poteco opera in un capannone nell’area industriale di Castelfranco, in attesa della nuova sede che sorgerà a Santa Croce sul’Arno. «All’inizio è stata la curiosità a muoverci e farci attivare – afferma Castiello –. Siamo riusciti a stabilizzare le bucce “concicate”, a rendere un materiale di natura organica e vegetale imputrescibile e lavorabile». Che aggiunge: «Quando si asciugano, dopo la concia, le bucce restano morbide. Risultati che sono per intero farina del nostro sacco». Un’applicazione quasi folcloristica delle tecniche di concia. «Potrebbe essere interessante sviluppare questo processo anche se sul piano del valore si tratta di termini ben diversi rispetto a quelli che si legano alla pelle».

Nei laboratori del Poteco viene svolta una ricerca a 360 gradi, sia per mitigare gli aspetti ambientali della concia che per affinare e innovare i processi. «L’ottica è quella di ottimizzare e introdurre nuovi prodotti nei processi senza entrare nella articolistica della singola azienda – dice il direttore Poteco –. Insomma, si lavora su problematiche di interesse generale. Individuando soluzioni praticabili e con prodotti che possono garantire di più i clienti finali. Per esempio sperimentando nuovi concianti».

Una struttura di servizio il Polo, che si rivolge alle aziende associate del distretto conciario. «In tutto, compreso gli amministrativi, siamo cinque addetti – spiega Castiello –. Una condizione che è necessaria per garantire un ruolo di servizio e non gravare sugli associati. Il sistema di finanziamento è tutto privato e indiretto, solo quando partecipiamo a dei bandi accediamo a risorse pubbliche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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