Il dolore
Pd, a Montopoli c’è l’autogestione
La decisione è netta: “Tutti a casa”. La linea ha preso forma nell’assemblea del Pd comunale di Montopoli. «Gli attivisti dichiarano di non sentirsi più rappresentati dal gruppo dirigente nazionale ne dai parlamentari eletti
La decisione è netta: “Tutti a casa”. La linea ha preso forma nell’assemblea del Pd comunale di Montopoli. «Gli attivisti dichiarano di non sentirsi più rappresentati dal gruppo dirigente nazionale ne dai parlamentari eletti nelle file del partito – afferma il segretario Sandro Vanni –. Chiedono pertanto le immediate dimissioni di tutti i dirigenti nazionali, la chiusura immediata e per sempre di tutte le correnti e la convocazione di un congresso straordinario».
Nella sezione di Montopoli, a chilometri di distanza da Roma, matura la dimensione del caos in cui è precipitato il partito. Dopo il flop della candidatura al Colle di Romano Prodi. E le dimissioni annunciate dal segretario nazionale Pd Pierluigi Bersani e della presidente Rosy Bindi, gli attivisti di Montopoli tirano una riga. «Continueremo l’attività di base, nel rispetto dello spirito cotituente del Pd – conclude Vanni –, avendo come unico riferimento gli iscritti e gli elettori del territorio».
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