Sicurezza
No al trasferimento dei cani Mail di protesta alla Regione
VOLTERRA. No alla “deportazione di massa dei cani di Volterra”. Un dissenso che arriva via etere sia alla Regione che ai vertici dell’amministrazione, sull’onda della protesta dell’ennesima...
VOLTERRA. No alla “deportazione di massa dei cani di Volterra”. Un dissenso che arriva via etere sia alla Regione che ai vertici dell’amministrazione, sull’onda della protesta dell’ennesima associazione animalista.Questa volta è la Lega nazionale per la difesa del cane a chiedere al sindaco del Colle, Marco Buselli, di fermare l’operazione di deportazione degli 80 cani fuori regione, da Reggio Emilia dove sono, a Matera. Salta fuori pure il nome della maxi struttura, la ditta Argo srl. Si parla non solo di violazione delle norme regionali, ma anche di quelle nazionali a tutela degli animali.
«Questa deportazione – dicono – contrasta, inoltre, con la legge ministeriale 5 del 2001 che chiarisce come la finalità della gara d’appalto per il ricovero dei cani randagi, o per la gestione dei canili sanitari, non debba essere rivolta al solo mantenimento in vita degli ospiti, ma debba prevedere anche la qualità del servizio offerto e tutte le attività dirette all’affidamento e al controllo degli animali, idonee ad assicurarne benessere». Perché la Lega punta il dito contro alle grandi srl? «Se inizialmente possono garantire un prezzo al ribasso – dicono – nel medio e lungo termine sono più costose delle strutture a misura di cane, poiché i gestori di queste imprese non hanno alcun interesse alla risoluzione del problema randagismo, che rappresenta per lauro una lauta e inesauribile fonte di guadagno». E ancora rispetto alla scelta di Volterra: «La sorte di quegli 80 cani è stata decisa da un bando di gara indetto dal Comune, le cui condizioni prevalenti sono state dettate dall’economicità del servizio e il ribasso a base d’asta: per questo motivo e per pochi centesimo in più non è risultato aggiudicatario il canile di Fucecchio, una struttura in cui da tempo lavorano tanti volontari ella provincia, al fine di garantire agli animali ospitati una adozione idonea in famiglia». Ergo: «il Comune spostando i cani in un canile sovraffollato del sud, dove il tasso di adozione è bassissimo, è una decisione scellerata a gravare sulle tasche dei cittadini». E ricordano che il sindaco resta, per legge, il responsabile dei cani prelevati sul territorio e collocate in altre strutture, deve informare dei trasferimenti dei cani il servizio veterinario della Asl locale, effettuare visite periodiche».
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