Il dolore
Antenne, 2.500 firme dicono “no”
Il sindaco Vivaldi: «In sostanza nell’immediato Telecom non ha cambiato la sua posizione»
MONTOPOLI VALDARNO. Sono oltre 2.500 le firme messe insieme contro le due antenne di Telecom in arrivo nel Comune di Montopoli. Un’adesione consistente per un territorio da 11mila abitanti, che da alcune settimane si muove compatto contro la prossima installazione di due maxi ripetitori, che si innalzeranno per 27 metri in mezzo alle abitazioni di Montopoli e San Romano, a pochi passi dalla scuola media del capoluogo e dalla materna di via Gramsci. Il tutto in un territorio che appare già sovraccarico dal punto di vista ambientale.
Se l’azienda di telefonia, da un lato, rassicura sull’assoluta inoffensività delle antenne, dall’altro il Comune è deciso a far valere la linea della precauzione. Queste le posizioni contrapposte in un incontro tra le parti di pochi giorni fa, che di fatto non ha cambiato la linea di Telecom, legittimata dalla legge a cercare accordi privati con i proprietari dei terreni, e decisa, soprattutto, ad evitare perdite di tempo nel potenziamento dei servizi di telefonia.
La petizione. In venti giorni, però, i cittadini hanno risposto alla petizione lanciata dall’amministrazione e raccolta dalle Consulte. Più di 2.500 gli aderenti, di cui quasi la metà nella sola Montopoli, dove la raccolta a tappeto, casa per casa, ha fruttato in sole due settimane ben 1.151 firme, praticamente la metà della popolazione totale del capoluogo. Circa 500 quelle raccolte a San Romano, da sommare a quelle delle altre frazioni: 392 firme a Capanne, 156 a Marti e più o meno altrettante (in attesa del numero definitivo) da Casteldelbosco. Altre 208 firme, infine, sono state raccolte per iniziativa dell’istituto scolastico.
La trattativa. I numeri serviranno a dare un supporto in più all’amministrazione in una trattativa complessa. L’azienda di telefonia, infatti, ha già in tasca i contratti d’affitto con il proprietario del terreno in via Mulinaccio a San Romano, e con i due proprietari di quello a Montopoli alle spalle del cimitero. La scorsa settimana, i referenti locali di Telecom hanno incontrato il sindaco e l’assessore all’ambiente. «Un incontro lungo – dice Alessandra Vivaldi – in cui abbiamo ribadito le nostre perplessità, ma che nei fatti, almeno nell’immediato, non ha cambiato la posizione di Telecom».
I dirigenti dell’azienda hanno cercato di spiegare che i timori non sussistono, in quanto antenne a bassa frequenza, e portando l’esempio delle grandi città, dove gli stessi ripetitori sono da sempre (e per forza) posizionati all’interno dei centri abitati. «Abbiamo fatto presente la particolare situazione di Montopoli – prosegue Vivaldi – ricordando anche l’indagine sulle leucemie, e chiedendo pertanto l’allontanamento delle zone abitate e soprattutto dalle scuole. Loro hanno espresso invece la necessità di stare più vicino possibile ai paesi. Hanno comunque dimostrato attenzione verso le nostre posizioni, anche se alla fine hanno solo detto che riferiranno in azienda».
Il tavolo intercomunale. Da pochi giorni, intanto, l’amministrazione è riuscita a far partire un tavolo di pianificazione intercomunale, in un incontro con assessori e tecnici degli altri tre Comuni del comprensorio. L’obiettivo sarà il censimento di tutte le antenne per una successiva programmazione. «Un’idea accolta con favore dai referenti Telecom – dice Vivaldi – che si sono detti disposti a collaborare. Tuttavia, ha ripetuto più volte che, per le loro esigenze di sviluppo, non possono permettersi di aspettare».
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