Il Tirreno

Pontedera

sull’ipotesi fusione

Santa Luce e Orciano sconfessano Fauglia

di Francesca Suggi ; di Francesca Suggi

FAUGLIA. Non ci stanno a sentirsi tirati per la giacchetta. In un’ipotesi fusione che mai hanno condiviso, né avallato. Una posizione dura «nel rispetto reciproco ognuno dei propri Comuni» messa nero...

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FAUGLIA. Non ci stanno a sentirsi tirati per la giacchetta. In un’ipotesi fusione che mai hanno condiviso, né avallato. Una posizione dura «nel rispetto reciproco ognuno dei propri Comuni» messa nero su bianco dai sindaci di Santa Luce e Orciano tirati dentro, loro malgrado, dal sindaco e dalla giunta di Fauglia nell’ipotesi di percorso di fusione a 5 Comuni (insieme a Lorenzana e Crespina che in questi giorni hanno avviato formalmente la procedura pe). Un progetto formalmente lanciato dal sindaco Carlo Carli (includendo i colleghi) solo pochi giorni fa (sabato), praticamente quando gli altri due Palazzi avevano fissato già le date delle assemblee pubbliche e dei consigli a tema.

Tutti insieme formano l’Unione dei Comuni delle Colline Pisane (con la consulta dei sindaci come organo di indirizzo): un contenitore nato ad hoc in base alla nuova normativa regionale per organizzare le funzioni associate. Ma una cosa è il gruppo delle Colline, un’altra la fusione, come sottolinea il sindaco di Santa Luce, Andrea Marini. «Una accelerazione di qualsiasi processo associativo legato alla gestione di funzioni fondamentali senza che sia stato raggiunto alcun risultato che consenta di capire la bontà di un percorso è del tutto negativa e una fusione dei 5 Comuni può portare ad un deterioramento dei servizi tra l’amministrazione e i cittadini», premette. E rincara: «Ricordiamo la nostra contrarietà ad aprire un percorso diverso da quello avviato con le convenzioni e le funzioni associate, ad oggi, per altro, senza alcun risultato raggiunto. Ritengo che tale apertura sia ancora di più di ostacolo alla realizzazione degli obiettivi prefissati di gestioni associate».

La lettera della giunta faugliese inviata pure ai vertici della Regione non è piaciuta. E, comunque, ha obbligato anche S. Luce e Orciano a fare lo stesso. Così il sindaco di quest’ultimo comune, Giuliana Menci, con fermezza, ci tiene a rimettere ordine. «Apprendo ora attraverso una semplice nota del sindaco di Fauglia della volontà di intraprendere un percorso di fusione a 5, senza che le stesse amministrazioni si siano mai confrontate sul tema». Menci fa un riepilogo dei fatti. «Forse la consulta sarebbe stata la sede più idonea dove iniziare a dibattere tale argomento». E a chiare lettere esprime la sua posizione: «Rappresento una comunità e una giunta che non condividono il percorso della fusione, percepito non come uno strumento di semplificazione amministrativa e di efficienza, quanto come una perdita di rappresentatività e di identità: ritengo che ciascuna amministrazione, nell’esercizio della propria autonomia, debba valutare consapevolmente i percorsi ritenuti più idonei e rispondenti alle specifiche priorità ». E chiude: «Resto disponibile a un dibattito a tema, spero che esso avvenga nei luoghi e con le modalità adeguate senza coinvolgere livelli istituzionali superiori (la Regione), ancor prima di accertarsi e dialogare con le amministrazioni locali, giungendo in modo affrettato a conclusioni non rispondenti alla volontà dei territori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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