Sicurezza
Il Paperone in politica è Di Gianni
San Miniato, pubblicati i redditi di amministratori e consiglieri. Il sindaco Vittorio Gabbanini è al nono posto
SAN MINIATO. Il più “ricco” di tutti è il consigliere Udc Michele Di Gianni. Impresario edile, primo nella classifica dei redditi fra gli amministratori e i consiglieri comunali di San Miniato, con quasi 100mila euro denunciati nell’arco del 2011. In fondo alla classifica il collega Pd Francesco Lupi, con poco meno di 900 euro complessive messe insieme con le indennità di consigliere. Il sindaco Vittorio Gabbanini, invece, con un conto di circa 33mila euro, pari all’indennità prevista , si colloca al nono posto della classifica generale, superato da tre dei suoi assessori. Sono le denunce dei redditi 2011, che gli amministratori di San Miniato hanno messo a disposizione dei cittadini direttamente sul sito internet del Comune. Oltre ai redditi, sono presenti le partecipazioni societarie, le proprietà mobili e immobili, elencati nome per nome attraverso il link “Trasparenza e valutazione del merito”. Una novità prevista dal decreto sulla Spending Review, ma che solo pochi comuni per adesso hanno applicato fino in fondo. Scorrendo fra i membri di giunta, la denuncia più “pesante” risulta quella dell’assessore al bilancio Gianluca Bertini, imprenditore, secondo alle spalle di Di Gianni con 90mila euro, divise fra 49mila da lavoro dipendente e 41mila dell’impresa. Segue l’assessore Mariateresa Piampiani con circa 49mila euro di reddito (di cui 39mila da lavoro dipendente), mentre l’assessore Giunti, fra indennità e altre collaborazioni, arriva ad un totale di 39mila, seguita dai 33mila del vicesindaco Chiara Rossi (di cui 15mila dall’attività di avvocato). In linea con il sindaco, invece, gli assessori Giacomo Gozzini e David Spalletti non denunciano altri redditi all’infuori delle sole indennità, pari a circa 15mila euro l’anno. Fra gli amministratori, poi, molti denunciano anche redditi derivanti da fabbricati, come nel caso dell’assessore Piampiani (4400 euro) o del consigliere Pd Emanuele Trinchetti, psicologo, che con oltre 30mila euro complessive si colloca ai primi posti fra i membri della maggioranza insieme al collega Umberto Pinori, ingegnere. Guida, tuttavia, lo schieramento democratico la presidente del consiglio Marzia Bellini (39mila), a cui vanno i 7500 euro di indennità annua previsti, in aggiunta allo stipendio da insegnante. Sempre nel Pd, troviamo poi i circa 28mila euro di Gabriella Guerra e Azzurra Bonaccorsi, e i 25mila del capogruppo Simone Giglioli, impiegato di banca. Per l’opposizione, invece, alle spalle dell’impresario edile Di Gianni, il reddito più ricco risulta quello dell’architetto Elena Beretta (Pdl), terza in classifica generale con una denuncia di circa 63mila euro l’anno. Beretta balza in testa per numero di proprietà immobiliari, con una serie di fabbricati, anche fuori regione, molti in comproprietà. Seguono nel Pdl l’assicuratore Michele Altini (42mila circa) e il capogruppo Roberto Ferraro (37mila); 31mila euro per Elisa Bini, dipendente di un’agenzia assicurativa, e 21mila per il commercialista Carlo Corsi. Fra i banchi della sinistra, invece, sono di circa 23mila euro i redditi denunciati da Laura Cavallini di Sel e Fabio Corsi dei Comunisti Uniti, rispettivamente dipendenti dell’Asl e della Provincia. Una curiosità infine sui beni mobili: sono le auto Volkswagen, a quanto pare, le preferite dagli amministratori sanminiatesi. «Siamo fra i primi Comuni ad aver pubblicato questi dati – commenta il consigliere Simone Giglioli – perché crediamo sia giusto che i cittadini possano verificare la situazione patrimoniale dei propri eletti. Chi sceglie di impegnarsi politicamente deve garantire questa trasparenza. L’auspicio è che si possa fare altrettanto con i presidenti e i consiglieri delle partecipate».
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