Sicurezza
I numeri e i colori di Nespolo per riqualificare la città
La cronaca di un lungo progetto che sta per arrivare a conclusione e che è servito a portare l’arte nella vita e in alcune strade del centro
PONTEDERA. L'approdo di Ugo Nespolo a Pontedera rappresenta un evento di risonanza internazionale sia per la qualità e la presenza costante dell'artista nel panorama mondiale, sia per il lavoro sviluppato con continuità, passione e alta professionalità nelle scuole cittadine, sia per l'elevato tenore dei risultati ottenuti.
La città toscana, con un indubbio primato, negli ultimi anni ha operato un salto di qualità nella sua struttura e nella sua identità, divenendo, da luogo a prevalente vocazione industriale per la presenza della Piaggio, un effervescente intersecarsi di interventi estetici temporanei e permanenti; e il suo volto si è, così, progressivamente trasformato..
Il progetto per Pontedera, il significativo e anche un po' provocatorio intento di nespolizzare la città (ma anche tutto il pianeta) si è articolato come un fascinoso racconto, attraverso interventi effimeri e altri permanenti che hanno coinvolto aspetti vari della fisionomia cittadina: strutture urbane, elementi di arredo, assi sovrastrutturali anonimi e, talora, esempi clamorosi dell'ignoranza estetica, assurgono a nuova vita ; sono investiti dalle sue simbologie, le sue forti uniformi cromie, i fantasmagorici incastri di forme colorate.
L'idea base dei lavori a Pontedera - come egli stesso afferma - è stata quella di portare l'arte nella vita, di rendere i percorsi urbani anche viaggi di una singolare acculturazione visiva non priva di valenze positive rivolte alla valorizzazione del tessuto urbano e insieme all'induzione del sorriso. La fusione tra arte e vita.
Con questo intento, l'artista rivela quale sia la sua più diretta ascendenza culturale, facendo tornare alla memoria alcuni passi di testi fondamentali per la ricerca artistica contemporanea . A Pontedera, nel rapporto avuto con gli studenti - che molto ha significato all'interno del progetto - Nespolo ha messo in risalto, rivolgendo l'attenzione verso i numeri e le formule matematiche, quanto falso e forviante sia lo stereotipo dell'artista tutto genio e sregolatezza, disvelando che la creatività si sviluppa con tanta maggiore forza quanto più ampio è il bagaglio culturale da cui prende slancio. Un evento programmato per concludersi in breve tempo, così da non rischiare che la meraviglia che esso suscitava fosse risucchiata, scivolasse verso l'abitudinaria, stanca routine quotidiana; in maniera che la curiosità - figlia dell'ignoranza e madre della scienza - non fosse sopraffatta dalla perniciosa apatia. Un linguaggio di grande originalità che Nespolo ha arricchito negli anni senza mai ripiegare su se stesso, anzi continuando una ricerca articolatissima, senza scadere nel decorativismo e nell'accademia.
Ulteriore dimostrazione ci proviene dal recente intervento sulla sede della Banca Popolare di Lajatico a Pontedera.
Là, dove c'era un cinema, si apre ora una banca. Al posto dell'intrattenimento subentra la fatica dell'impegno finanziario; al momento dell'evasione quello dei pensieri. Ma ecco che, a sfatare quel luogo comune, interviene l'estro, l'effervescente creatività, la raffinata intelligenza di Ugo Nespolo.
In conclusione, un'operazione di grande valenza culturale dovuta alla genialità di Alberto Bartalini - che ha interagito con l'artista - e alla raffinata e colta lungimiranza della Banca Popolare di Lajatico che ancora una volta rivela di possedere una capacità imprenditoriale che coniuga economia ed estetica, riconducendo il ruolo della banca a quei valori sociali ed etici che ne hanno caratterizzato la nascita e che rappresentano la sua cifra connotativa nel panorama finanziario territoriale.
Ilario Luperini
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