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Rubano l’iPhone all’amica e finiscono nei guai

Rubano l’iPhone all’amica e finiscono nei guai

PONTEDERA. Non hanno ancora 16 anni e già sono nei guai per una brutta storia legata al furto di un telefono cellulare di ultima generazione, un iPhone 5 del valore di circa 600 euro. Al centro della...

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PONTEDERA. Non hanno ancora 16 anni e già sono nei guai per una brutta storia legata al furto di un telefono cellulare di ultima generazione, un iPhone 5 del valore di circa 600 euro. Al centro della vicenda due ragazzine messe alle strette dalla polizia dopo che i genitori della studentessa derubata hanno presentato una denuncia per furto.

Tutto comincia in maniera quasi banale. Lo zaino della studentessa che resta incustodito a scuola e qualcuno ne approfitta per fare sparire il costo cellulare. L’idea - questo fanno pensare le conclusioni a cui sono arrivati gli agenti del commissariato - è di un’amica della studentessa derubata. Forse è nata come uno scherzo ma poi è diventata qualcosa di più. Perché il cellulare non è stato restituito alla proprietaria. Anzi, è sparito.

Quando la polizia ha ricevuto la denuncia ha cominciato a indagare sulle amicizie della studentessa. I sospetti, ha spiegato il commissariato, sono stati rivolti subito sulle amiche della studentessa, in particolare su quelle che frequentava di più. Alla fine è venuta fuori la verità. Il telefono era stato rubato dallo zaino da un’amica che poi, a sua volta, lo aveva ceduto ad un’altra studentessa di un istituto superiore di Pontedera. Quest’ultima non ha resistito alla tentazione di usarlo non sapendo che in questo modo sarebbe stata scoperta e denunciata. Così la sedicenne ha inserito nel cellulare la sua sim card pronta a configurare l’iPhone secondo le indicazioni della ragazza che glielo aveva ceduto. Insomma, un bel pasticcio.

La polizia ha chiesto alla Procura della repubblica di Firenze (competente per i minori) due perquisizioni domiciliari e personali nei confronti delle adolescenti. E subito nel corso della prima è stato recuperato il telefonino.

Entrambe sono state, quindi, denunciate in stato di libertà, per il reato di concorso in ricettazione del telefono cellulare che è stato restituito alla derubata. Lei, pur contenta per aver recuperato il cellulare, ha dovuto fare i conti con un’altra sorpresa quando ha capito che le aveva fatto il brutto scherzo.(s.c.)

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