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Pontedera

«In difficoltà per un mancato pagamento»

«In difficoltà per un mancato pagamento»

Picchi (Tfl): è un fenomeno che cresce e che ha un impatto economico e anche emozionale

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È un problema che esiste quello dei mancati pagamenti. Una difficoltà diffusa e cresciuta di pari passo con la crisi, ma che colpisce con più forza le piccole aziende di prodotti chimici, che scontano a cascata tutte le difficoltà delle imprese e delle concerie meno strutturate, con le quali per natura sono abituate a lavorare. «So che la Ader Toscana ha avuto problemi con un’azienda che non ha pagato noi come non ha pagato loro. E credo che questo possa aver inciso, anche se da qui a compiere quel gesto ce ne corre». A dirlo è Rolando Picchi, dirigente della Tfl di Castelfranco, la multinazionale di prodotti chimici dove da alcuni mesi era stato assunto il figlio di Andrea Mancini, Simone, fatto rientrare in tutta fretta da Parigi, lunedì, appena appresa la notizia. «Uno shock per tutta l’azienda» dice Picchi, che analizza le difficoltà del momento. «I problemi sono all’ordine del giorno – dice - incidono a livello economico ma anche emozionale. Il fenomeno dei mancati pagamenti si è allargato, perché le aziende hanno poca liquidità e grande difficoltà di accesso al credito. In generale, poi, si sono allungati i tempi». Dire che il distretto conciario sta reggendo la crisi, secondo Picchi, «è un po’ un luogo comune, perché non possiamo evitare la congiuntura economica globale». E gli effetti li pagano soprattutto le piccole imprese: «Se le concerie non vengono pagate dai clienti – afferma - di conseguenza loro non pagano chi fornisce i prodotti. Per chi, come noi, lavora con concerie più grandi e strutturate è molto raro, ma con le piccole aziende, magari a gestione artigianale o familiare, il rischio esiste sempre. E non è un caso se alcune ditte di prodotti chimici hanno chiuso e molte altre sono in vendita». Come conferma anche Umberto Palagini della Dermacolor, «ci sono molti più insoluti rispetto a due anni fa. Del resto – dice – oggi si lavora molto più sulla qualità che non sulla quantità. Allo stesso tempo c’è più concorrenza: ci sono meno concerie ma le aziende di prodotti chimici sono di più». «Credo che il gesto di Mancini rifletta la difficile fase che stiamo attraversando – aggiunge Maurizio Baldini del gruppo Biokimica -. Bisogna dire, però, che gli imprenditori di Santa Croce non hanno mai perso la capacità di credere nel futuro: per la buona volontà meriterebbero un premio, perché lottano tutti i giorni senza l’aiuto di nessuno».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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