Sicurezza
Imponiamo alle banche di darci una mano
di GIOVANNI NICCOLAI È ora di farla finita, le istituzioni devono risolvere questa situazione Ancora una vittima di questa crisi economica, dobbiamo piangere la morte di un imprenditore che stretto...
di GIOVANNI NICCOLAI
È ora di farla finita, le istituzioni devono risolvere questa situazione Ancora una vittima di questa crisi economica, dobbiamo piangere la morte di un imprenditore che stretto nella morsa di questa crisi decide di farla finita.
Quando una persona decide di fare impresa, di creare lavoro per sé e gli altri, ha ben chiaro che si deve mettere in gioco, che passerà notti insonni per trovare la formula migliore per la sua attività e per dare serenità ai suoi collaboratori.
Ma quando uno si trova stretto in una congiuntura così dura ed estenuante, con i prodotti che se fatti in Italia non riescono a essere competitivi con quelli di altri paesi; con le banche che fino a ieri ti praticavano tassi di interesse da loro stabiliti e oggi ti revocano il conto o non ti danno più credito e facendo così ti portano alla chiusura, e con le istituzioni che non creano un sistema affinché le riscossioni avvengano in tempi brevi e certi, pensiamo che lo Stato sia il primo debitore di migliaia di imprenditori i quali se non pagano le tasse vengono giustamente sanzionati.
E lo Stato? Siamo stanchi delle chiacchiere, dei discorsi triti e ritriti. Ci vogliono i fatti e subito, prima che sia troppo tardi. I nostri giovani stanno perdendo la speranza e la pazienza, non credono più in niente e nessuno,delusi da una serie infinita di promesse mai mantenute, dalla latitanza delle istituzioni.
Mi rivolgo anche alla nostra classe politica che nicchia, balbetta, che pensa molto di più ai propri interessi che a quelli della gente. Basta. Ci vuole una mobilitazione generale, si devono trovare strategie per creare posti di lavoro, interesse per quello che abbiamo di bello, di storico, di artigianato, di naturalistico in questa bella Italia.
In Germania non si sognerebbero mai di avere macchine di produzione Italiana come rappresen. tanza dei loro Capi di Stato. Occorre imporre alle banche di essere partecipi di un nuovo giorno, perché in questo momento loro devono essere i primi artefici di una ripresa, di ridare quella fiducia che a loro per primi è stata data, perché non dimentichiamoci che i soldi che ci vengono prestati sono i nostri depositi, i nostri sacrifici di una vita che ci vengono ridati ad interessi certe volte vicini allo strozzinaggio.
Le banche, quando piove devono darci l’ombrello. Non col sole. Solo così si può sperare in un futuro.
Niccolai è un imprenditore
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