Il dolore
Non aveva confidato il disagio neppure agli amici più intimi
SANTA CROCE. La sensazione è quella di una sofferenza nascosta, soffocata, celata dietro un muro di apparente normalità crollato di colpo ieri mattina. Santa Croce si sveglia sconvolta, incredula di...
SANTA CROCE. La sensazione è quella di una sofferenza nascosta, soffocata, celata dietro un muro di apparente normalità crollato di colpo ieri mattina. Santa Croce si sveglia sconvolta, incredula di fronte ad un dramma esploso all’improvviso, di una difficoltà lavorativa di cui quasi nessuno, a quanto pare, aveva mai avuto il minimo sentore. Un intero territorio spiazzato dal gesto estremo di Andrea Mancini. Nessuna avvisaglia raccolta dai sindacati, né dalle associazioni datoriali, per un’azienda di prodotti chimici che per natura sfugge all’associazionismo locale, ma che al tempo stesso vive di un mondo, quello della concia, dove comunque ci si conosce un po’ tutti. Eppure, i primi ad essere spiazzati sono gli amici più stretti, come Massimo Zocchi, sconvolto: «Non me lo sarei mai aspettato – dice - nella maniera più assoluta. Un gesto impensabile per una persona come lui. Non mi aveva mai raccontato di avere dei problemi. Ho perso un amico, una persona straordinaria in tutti i sensi». Stessa incredulità per tutti quelli che lo conoscevano, come il vicepresidente dall’Associazione Conciatori Alessandro Francioni, che lo descrive come una «brava persona, onesta». «Ma forse – aggiunge – sono proprio le persone come lui a soffrire dentro, in silenzio, quando si trovano di fronte a certe difficoltà. Ad ogni modo non ho mai avuto notizia che l’azienda avesse dei problemi. Al massimo può aver avuto difficoltà a farsi pagare, ma da qui a compiere quel gesto ce ne corre. Certo è un campanello d’allarme che in questa zona non ci aspettavamo, perché nonostante il momento le nostre aziende stanno reggendo». Stefano Zingoni, commerciante e amico di Mancini, parla di un «fatto incredibile, unico per la nostra zona. Quando mi è capitato di incontrarlo abbiamo parlato normalmente». Dalla Camera del Lavoro di Santa Croce, escludono che la Ader Toscana abbia mai lamentato difficoltà per propri dipendenti, anche se raccontano di numerose lamentele, «soprattutto dei piccoli fornitori – dice Domenico Contino, segretario Cgil – per il problema dei mancati pagamenti e dell’accesso al credito. Esprimiamo un sentito cordiglio ai familiari». «Il livello degli insoluti ormai è altissimo – aggiunge il sindacalista Loris Mainardi –: per i piccoli fornitori manca quasi un terzo del fatturato mensile».
Giacomo Pelfer
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