Il Tirreno

Pontedera

Il fratello lo ha trovato impiccato nel magazzino

di Sabrina Chiellini
Il fratello lo ha trovato impiccato nel magazzino

«Non ce la faccio più»: l’imprenditore ha lasciato alcuni biglietti in cui spiega il gesto. Un pensiero rivolto ai dipendenti della sua ditta, la Ader Toscana

3 MINUTI DI LETTURA





di Sabrina Chiellini

SANTA CROCE SULL’ARNO

La fabbrica, Ader Toscana prodotti chimici per concerie, una delle più note nel distretto del Cuoio, è aperta. Negli uffici e alla produzione gli operai sono al lavoro, nel piazzale camion e macchine. Ma dagli sguardi dei dipendenti, dai loro volti segnati dal dolore, anche chi non sa della tragedia avvenuta all’inizio della mattina, capisce subito che è un giorno di disperazione. Qui, nel magazzino dell’azienda, in via Lazio, da poche ore è stato trovato il cadavere di uno dei proprietari. Qui Andrea Mancini, 65 anni, ha messo fine alla sua vita: all’alba si è impiccato a uno scaffale delle vernici. Nel silenzio dei macchinari che dopo poco sarebbero tornati a vivere trascorso il fine settimana.

Aveva organizzato tutto Mancini. Prima di lasciarsi andare ha avuto un pensiero per le persone che aveva più care. Ha lasciato lettere per la moglie, i figli, i fratelli, Claudio e Rita, e per i nove dipendenti. La fabbrica era una seconda casa per il sessantacinquenne descritto come una persona molto legata al lavoro, abituata a fare sacrifici, a mandare avanti in prima persona insieme al fratello e alla sorella un’attività ormai consolidata. Ma gli ultimi tempi non era contento di come stavano andando le cose. La crisi, la difficoltà dei clienti a rispettare le scadenze dei pagamenti e alcune brutte sorprese da parte sia di aziende del distretto che di clienti all’estero agitavano i pensieri dell’imprenditore. Ma nessuno poteva immaginare che la situazione fosse diventata per lui così insopportabile da decidere di farla finita.

«Non ce la sentiamo di dire niente – spiegano due impiegate – i fratelli non ci sono e hanno chiesto di rispettare il loro dolore». Ieri il telefono della Ader Toscana ha squillato in continuazione: la notizia della tragedia ha sconvolto Santa Croce sull’Arno.

A trovare il cadavere è stato il fratello Claudio poco prima delle 8. Quando è arrivato in azienda la macchina di Andrea era nel parcheggio. Ma lui non c’era. Lo ha cercato nel magazzino fino a trovarsi davanti a una scena che non avrebbe mai voluto vedere.

«Non voglio ricordare quei momenti – dice prima di entrare ancora vestito da lavoro, nella casa dove abitava il fratello – mio fratello non avrebbe voluto tanto clamore, era una persona riservata. Siamo sconvolti, non c’è da dire altro».

I familiari di Mancini non sanno dare una spiegazione al disperato gesto. L’azienda negli ultimi tempi aveva dovuto fare fronte a perdite impreviste. C’è anche chi sostiene che l’imprenditore avesse chiesto, ma gli era stato negato, un finanziamento in banca per ristrutturare l’azienda. Mancini era tormentato da questo pur avendo ormai sistemato i figli, uno lavoro nel settore dei prodotti per concerie, la figlia direttrice di banca.

«Andrea era una bravissima persona – dice il nipote Massimiliano Bachi – la sua è una famiglia che non ha mai avuto particolari problemi economici. Ma sembra che lui non riuscisse a vedere un futuro nel lavoro, temesse per l’azienda». Probabilmente il peso delle preoccupazioni economiche, dovuto ai pagamenti non rispettati dai clienti, avevano convinto Mancini che sarebbe stato sempre più difficile andare avanti. Ma a nessuno ha confidato il suo tormento anche se tutto fa pensare che ieri mattina prima di uccidersi avesse preparato il suo disegno, a cominciare dalle lettere lasciate per le persone alle quali teneva di più e che ora sono state sequestrate dai carabinieri della compagnia di San Miniato. La famiglia Mancini si è chiusa nel dolore dispensando dalle visite - c’è un cartello affisso all’ingresso del condominio dove la vittima abitava - amici e parenti. Non è ancora stata fissata la data del funerale. L’imprenditore avrebbe voluto essere cremato e in queste ore i familiari stanno cercando di capire se e quando sarà possibile. «Siamo rimasti senza parole – dice il cognato – Andrea non si è mai confidato e non sembrava certo una persona con problemi. Invece ora siamo qui a piangere la sua morte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Altri servizi a pagina 2 e 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web