Il dolore
Venus, i Fab four della Valdera rock lanciano Bra
PONTEDERA. Dopo aver fatto sapere agli italiani che “Venus in Furs”, a partire dal 2009, non sarebbe stato più solo il titolo di una novella di quel birbaccione di Leopold von Sacher-Masoch o, per...
PONTEDERA. Dopo aver fatto sapere agli italiani che “Venus in Furs”, a partire dal 2009, non sarebbe stato più solo il titolo di una novella di quel birbaccione di Leopold von Sacher-Masoch o, per restare più vicini al tema, di un brano degli splendidi, ruvidi “Velvet Underground”, ma anche il nome di una band di giovani pontederesi. Dopo aver messo in piedi collaborazioni eccellenti, vinto premi prestigiosi (anche all'Italia Wave e al Lucca Summer Festival, per dire), calcato roboanti palcoscenici, pubblicato un fortunato album d'esordio (“Siamo Pur Sempre Animali”, del 2011, acclamato dalla stampa specializzata come una delle più interessanti opere prime degli ultimi anni), dopo tutto questo, ecco che Claudio, Marco, Giampiero e Giacomo, i Fab Four di una Valdera mai così rockettara, irrompono nella nostra scena musicale con un nuovo lavoro in studio dal titolo programmatico, “BRA! Braccia Rubate all'Agricoltura”. Da domani “BRA!”, con la ruspante energia dei più nerboruti coltivatori diretti, afferrerà le italiche orecchie con “un sound aggressivo e dinamico che non risparmia nessuno, dagli idoli mediatici a quelli della beneamata scena indipendente nostrana”. E non avremo a che fare con “il classico formato in cd o vinile”, ma con “la novità assoluta del Key-Play USB, con sei tracce (registrate da Nicola Baronti all'interno del White Rabbit Hole Studio) che vedono il quartetto pisano descrivere con ironia dissacrante la realtà che ci circonda”. Claudio Terreni (voce, chitarra, pianoforte), Marco “Zorro Zorro” Doni (basso, chitarra baritona), Giampiero Silvi (violino, organo, synth, chitarra) e Giacomo Dini (batteria), sono i ragazzi che un giorno sognarono una Venere in pelliccia, sono così. Lo sono sempre stati. «Unire il nostro amore per il rock degli anni ’60 e il cantare in italiano nel solco della tradizione italiana dello stesso periodo. Il cantare forti e dritte le nostre istanze. Le pulsioni e le paure di ventenni di questo primo scorcio del 21° secolo. Questo è quello che facciamo. Avevano poco più di vent’anni quelli che amiamo e che in quegli anni hanno scritto le basi della nostra musica», hanno dichiarato fin dall'inizio.
Il 1 aprile, i ragazzi hanno suonato alle Officine Creative Ansaldo di Milano, tempio underground della musica che conta. Dopo aver accompagnato alla luce il nuovo “BRA!”, partiranno per una lunga serie di concerti in tutta Italia. Tra l'altro, la band è stata selezionata per l'“1'M Festival”, il contest che deciderà i nomi dei fortunati gruppi che si esibiranno a Roma, in piazza San Giovanni, per il Concertone del Primo Maggio.
Andrea Lanini
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