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dalla dav

«No al trasferimento dei cani, il sindaco rispetti la legge»

VOLTERRA. «Mentre la natura di essere senziente viene riconosciuta sempre di più a tutti i livelli della società civile, da Volterra arriva una storia che di civile ha veramente poco». Comincia così...

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VOLTERRA. «Mentre la natura di essere senziente viene riconosciuta sempre di più a tutti i livelli della società civile, da Volterra arriva una storia che di civile ha veramente poco». Comincia così la riflessione dell’associazione Dav, difesa ambiente, animali e vita, rispetto al trasferimento forzato degli 80 cani attualmente nel canile di Reggio Emilia, in una struttura di Matera (che si è aggiudicata il bando).

«Che i Comuni fatichino a gestire correttamente il fenomeno del randagismo è risaputo - soprattutto continuando a stringere convenzioni con canili privati anziché dotarsi di strutture proprie come la legge prevederebbe - ma da questo a decidere di trasferire ben 80 cani in Basilicata c’è una notevole differenza», rincarano. «Il Comune, trincerandosi dietro la giustificazione che la soluzione e' derivata da un regolare bando di appalto pubblico, dimentica che l'oggetto del contendere è un cospicuo gruppo di esseri viventi, dotati di una mente, di emozioni e, spesso, di difficoltà di adattamento e, ancor più, di affrontare un viaggio così lungo, soggetti che vengono trattati alla stregua di oggetti e ai quali viene destinato un futuro di dubbia qualità, all'interno di un canile già superaffollato. Quello che la nostra associazione chiede con forza, è che il Comune di Volterra si attenga alla Legge regionale n.59 del 2009 in cui si asserisce chiaramente che, qualora spostati, i cani debbano essere destinati a strutture interne alla regione o a strutture limitrofe».

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