Sicurezza
Una nicchia che vale 150 milioni di euro
Si è costituito nel 1994 il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale. Ha radici a Ponte a Egola e conta 23 concerie, con base produttiva nel Comprensorio del Cuoio, per un giro d’affari...
Si è costituito nel 1994 il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale. Ha radici a Ponte a Egola e conta 23 concerie, con base produttiva nel Comprensorio del Cuoio, per un giro d’affari che si attesta a 150 milioni di euro, realizzato per il 60% sui mercati esteri. Tutte realtà piccole, con una media di 13 addetti, a fronte di produzioni che in un caso su due sono destinate al settore della pelletteria (45%), seguono la calzatura (25%), cintura (15%), arredamento (5%) e altri settori, dalla legatoria alla selleria (10%). Il Consorzio, in particolare, si propone di promuovere nel mondo la cultura e la tradizione toscana della pelle conciata al vegetale, organizzando periodicamente workshop, seminari, eventi di immagine che propongono all’attenzione degli operatori di settore e dei consumatori la qualità della pelle conciata al vegetale, ma anche la sua versatilità, sfatando così l’opinione che la vuole adatta alla sola realizzazione di prodotti classici. La concia al vegetale è una lavorazione antichissima che nel processo utilizza solo estratti naturali. Una tradizione e una cultura che in Italia sono un patrimonio quasi esclusivo del Comprensorio. Infatti, nonostante la concia al vegetale sia praticata anche in altre parti del mondo, il distretto locale è l’unico produttore mondiale di pellame conciato al vegetale di alta qualità. Perciò, il Consorzio ha creato un marchio di qualità a garanzia dei pellami prodotti dalle concerie associate: Pelle Conciata al Vegetale in Toscana, promosso tramite un certificato di garanzia.
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