Proteste
«Ma la posta e la farmacia restano?»
La fusione dei Comuni di Crespina e Lorenzana spiegata ai cittadini tra leggende sfatate, dubbi e proposte
LORENZANA. «Ma la posta con questa fusione resta e viene chiusa?». E ancora «la farmacia e il dottore sono in pericolo?». E non manca il sostenitore dell’associazione sportiva dilettantistica di Lorenzana Giuseppe Lancioni che spera che questo nuovo Comune che verrà possa portare, finalmente, un campo regolamentare per la squadra di calcio del paese.
Sono domande “di pancia” quelle che arrivano dal pubblico presente alla prima assemblea pubblica sul progetto fusione dei due Comuni di Crespina e Lorenzana. Un momento storico di passaggio tra i due campanili, imposto dalla legge regionale 68, che proprio in questi giorni stanno cominciando l’iter partecipativo ufficiale, con la convocazione dei consigli comunali aperti fissati nelle rispettive sedi, lunedì e martedì. A trainare il carro del Comune di Crespina-Lorenzana che verrà (se il referendum popolare di settembre darà esito positivo) sono i due sindaci, rispettivamente Thomas D’Addona e Gianluca Catarzi che garantiscono l’apertura, comunque, delle due sedi municipali, con la garanzia di un miglioramento dei servizi ai cittadini. Là dove, a Lorenzana, oggi l’anagrafe apre a giorni alterni, ci sarà invece lo sportello quotidianamente a disposizione. Così l’ufficio scuola, l’urp, l’ufficio tributi, i vigili urbani. A Crespina saranno decentrati gli uffici amministrativi. Allo stesso modo il borgo di Lorenzana con i suoi 1200 abitanti potrà, nel futuro, beneficiare dell’isola ecologica del partner, di una zona artigianale industriale come Lavoria importante da un punto di vista di sviluppo e occupazione, pronta a ripartire, una volta usciti dalla crisi. «Gli incentivi che arriveranno saranno reinvestiti sul territorio in opere, manutenzione e per la riduzione della pressione fiscale», dicono all’unisono i due primi cittadini. Davanti a quelle 70 persone si cerca di capire i pro e i contro di questa fusione. Un nuovo sindaco, un solo consiglio, un solo segretario (risparmio di 40mila euro l’anno» per un territorio che avrà 5400 abitanti. «Doveva essere fatta prima», esclama Sabiano D’Asaro, antagonista del sindaco Catarzi alle passate elezioni.
«Volevo sapere se la posta a Lorenzana resta», chiede Michele Ceccherini. «Sfatando il terrorismo che fatto nei mesi passati, la fusione non c’entra con i servizi della posta, del medico e della farmacia: sicuramente un Comune più grande avrà un peso maggiore a livello decisionale e politico per scongiurare eventuali tagli», risponde Catarzi. «Perché non aver scelto la possibilità di fare un’Unione tra Comuni? Perché non inglobare anche altri Comuni delle Colline all’interno?», chiede qualcun’altro. «Fare un’Unione significa creare un nuovo ente, con altri dipendenti e demandare a questo ente la gestione di tutte le funzioni, non razionalizzare». Rispetto alla partecipazione di altri: «Lo abbiamo chiesto a S. Luce, Orciano e Fauglia e anche l’altro giorno ci hanno detto no», chiude Thomas D’Addona.
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