Il dolore
«Quella fusione è inopportuna»
Dal direttivo Pd: solo un modo per tenersi ancorati alle poltrone
LORENZANA. «Un progetto nei tempi e nei modi inopportuno e intempestivo». Senza mezzi termini il direttivo Pd di Lorenzana stronca il processo di fusione annunciato tra i Comuni di Crespina e Lorenzana, appunto. Un no «nonostante non siamo mai stati contrari all’idea della fusione tra Comuni», motivato dal fatto che, a dire dei Democratici, «la fusione non rappresenta un obbligo di legge e ad oggi potrebbe non divenirlo con certezza: questi due Comuni insieme fanno una popolazione di poco superiore ai 5mila abitanti, il che vorrebbe dire, tra qualche anno, cercare altri partners per arrivare a raggiungere almeno la quota di 10mila persone, come da raccomandazioni della stessa Regione». E ancora: «In Toscana attualmente sono circa una quindicina le proposte di fusione, in tutti i casi, comunque, il processo partecipativo con la popolazione è stato avviato prima di arrivare alla formulazione della richiesta di proposta di legge regionale. Questa amministrazione invece vorrebbe iniziare dalla fine: prima intende presentare la richiesta e dopo, a cose fatte, dare notizia alla popolazione: è solo grazie alle nostre richieste che è stata indetta la prima assemblea pubblica». Secondo i Democratici il vantaggio dei 2 Comuni sarebbe quello di prolungare il loro mandato politico. «Una eventuale fusione cascherebbe, come si dice, a fagiolo. Non ci scordiamo che nel 2014 il mandato di questa amministrazione scade e dopo una fusione si rende necessaria l’elezione di un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale, con la possibilità di larghe intese tra liste civiche per la spartizione di incarichi e poltrone per altri 5 anni».
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