Il dolore
Robot cura caviglie al Centro Inail si sperimenta Arbot
L’apparecchio è stato messo a punto con l’IIT di Genova e riunisce tutte le funzioni dei macchinari in commercio
VOLTERRA. Si chiama Arbot il robot che promette di rimettere in sesto le caviglie dopo una distorsione, frattura o lussazione. L’apparecchio si sta sperimentando al Centro riabilitativo Inail di Volterra, dove è stato progettato e costruito dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT).
«Il robot riunisce le funzioni di tutte le macchine per la riabilitazione della caviglia disponibili in commercio – afferma la dottoressa Taglione, responsabile delle attività di ricerca del Centro –. È un sistema programmabile che consente di mettere in atto tutti gli esercizi, passivi, attivi e assistiti, che caratterizzano i programmi riabilitativi per la caviglia in modo estremamente personalizzato. E consente al terapista di valutare in modo quantitativo la funzione della caviglia e quindi avere informazioni precise sui progressi fatti dal paziente con la terapia».
Arbot è una piattaforma basculante imperniata su un basamento rigido e movimentata da tre pistoni elettrici, un brevetto internazionale dell’IIT. «Il piede del paziente viene vincolato alla piattaforma e in questo modo la caviglia può essere messa in movimento dall’apparecchio oppure registrare il movimento fatto attivamente dal paziente in termini di ampiezza, forza, precisione e velocità. La macchina interagisce con il paziente in modo molto “dolce”, grazie all’estrema fluidità della movimentazione robotica, rendendo l’esercizio sicuro e confortevole».
La tecnologia al servizio della riabilitazione. «Grazie a un software di controllo sviluppato appositamente, il paziente viene guidato nello svolgimento degli esercizi attraverso immagini grafiche che compaiono su uno schermo video e i dati vengono registrati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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