Proteste
Piaggio, niente trattenuta in busta paga
Sfuma l’ipotesi di “recupero” dell’anticipo sul premio 2012. La Fiom resta in trincea e per oggi proclama lo sciopero
PONTEDERA. Equivoco o passo indietro. Vista dalle diverse prospettive la querelle sul premio di risultato segna il confine tra direzione Piaggio e sindacati. L’unica certezza, al di là delle valutazioni di parte, è che lo spettro di una trattenuta in busta paga è sfumato nel giro di una manciata di giorni. Quanto versato a titolo di anticipo, cento euro al mese nel corso del 2012, resta nelle tasche dei lavoratori. Eppure, la Fiom non abbassa la guardia e per oggi proclama un’ora di sciopero per reclamare la soglia minima del premio: 2.450 euro rispetto ai 1.200 già incassati.
La svolta. La soluzione allo scontro che ha messo sul piede di guerra sindacati e lavoratori, con tanto di sciopero e occupazione simbolica dei binari della stazione ferroviaria lo scorso giovedì, è stata annunciata ieri pomeriggio dal management Piaggio nell’incontro con i responsabili politici di Fiom, Fim, Uilm e Uglm. In pratica, per il 2012 il premio di produzione, che è legato a criteri come la produttività, la redditività e la soddisfazione del cliente, è risultato inferiore alla cifra anticipata. Ecco, quindi, che Piaggio avrebbe stabilito i soldi da restituire: 725 euro per ciascun operaio del reparto 2 Ruote, 177 euro per i lavoratori del reparto motori e 475 euro per quelli della 3-4 Ruote. «L’azienda ci ha detto che è possibile effettuare anche la rateizzazione della restituzione del denaro», avevano affermato i sindacati. Anche se non mancavano le voci che dubitavano delle reale consistenza della richiesta di Piaggio di restituire i soldi.
Casa Fiom. C’è da gestire l’impegno a dare corso alla piattaforma per il rinnovo dell’integrativo aziendale, sulla scia dei 1.200 voti dei lavoratori che hanno preso parte alla consultazione dei metalmeccanici Cgil. Un risultato che ha superato la partecipazione dello scorso luglio quando la chiamata alle urne fu unitaria, ma tuttavia inferiore al quorum di validità. «C’è stato comunicato che l’azienda non chiederà soldi indietro ma anche che non darà niente di più sul premio del 2012», dice Claudio Bardi, sindacalista Fiom in Piaggio.
Nella mattinata di ieri i delegati eletti in Piaggio in quota Fiom hanno messo a punto la linea politica con la segreteria provinciale e nazionale. «Lo sciopero con assemblea servirà per decidere con i lavoratori la strategia per rivendicare due obiettivi – afferma il delegato Massimo Cappellini –. Sul premio di produzione chiediamo che sia pagato almeno il minimo, ovvero 2.450 euro. Perciò, mancano ancora 1.250 euro rispetto ai soldi già anticipati». Che aggiunge: «Abbiamo chiesto all’azienda un incontro per aprire la procedura per il rinnovo dell’integrativo ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta». Gli iscritti incroceranno le braccia dalle 8.30 alle Meccaniche, alle 9.45 alle 2 ruote e alle 14 nel reparto 3-4 Ruote.
Qui Fim. «È una buona notizia. L’azienda si è detta disponibile a confrontarsi su una soluzione tecnica per evitare il ritiro dalla busta paga di parte del premio, peraltro già corrisposto», dice Gabriello Cima della Fim-Cisl. E un’idea per evitare una busta paga più leggera la Fim già ce l’ha ed è pronta a presentarla all’azienda: «Un meccanismo tecnico già sperimentato nel 2009 e che ci permise di non perdere il premio – spiega Corrado Barsottini, responsabile della Fim in Piaggio –. Certo, allora le relazioni sindacali erano migliori di oggi. Ma come siamo stati critici in passato, non possiamo oggi non salutare con piacere l’apertura del management aziendale». Sullo sciopero indetto da Fiom Barsottini è netto: «Questa scelta sinceramente ci sorprende. E non possiamo condividerla».
Sponda Uilm. Il percorso indicato dalla Fim per superare l’empasse sul premio di produzione è lo stesso che viene indicato dalla Uilm. Il segretario dei metalmeccanici Uil, Marcello Casati plaude al superamento del muro contro muro. Tuttavia, c’è una domanda senza risposta: «Che cosa fare dell’integrativo?». «Dopo avere tentato, inutilmente, di proporre alla Piaggio una piattaforma unitaria, rispetto all'integrativo aziendale scaduto a dicembre 2011 e alla luce delle posizioni autonome assunte dalla Fim e dalla Fiom, riteniamo che sia difficile, per non dire impossibile, riuscire a fare un integrativo nel breve tempo – dice –. Siamo però consapevoli che l’attuale gestione del vecchio integrativo, da parte dell’azienda, deve essere denunciata e se necessario, portata a conoscenza presso gli uffici preposti alla salvaguardia degli accordi e di conseguenza dei diritti acquisiti dai lavoratori. Perché esistono punti di contrasto sulla gestione del vecchio accordo che la Piaggio non ha mai voluto affrontare e che invece, anche rispetto al tragico risultato sulla parte economica del premio 2012, devono essere affrontati con decisione».
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