Gioco
Sulle ali dell’entusiasmo le aziende pisane al Vinitaly
Ottimo il rapporto qualità-prezzo sfoggiato a Verona da Valdera e Valdarno Si punta a rafforzare l’export, con un occhio di riguardo soprattutto per la Cina
VERONA. Al Vinitaly con rinnovato ottimismo.
La più storica tra le rassegne vinicole, nata nel 1967, quest’anno si presenta ancora più innovativa mettendo a disposizione del sistema wine&food un’ampia piattaforma mondiale per il business, la promozione, i buyer, gli opinion leader e i consumatori. A questo richiamo le aziende della provincia di Pisa hanno risposto all’appello. I “nostri” sono al Vinitaly sostenuti anche dai risultati ottenuti nel 2012 nonostante una crisi globale che continua a tenere in apnea molti settori. Come ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello: «Con 385mila imprese, un fatturato aggregato di 10 miliardi di euro e un export che vale 4,7 miliardi, il settore vitivinicolo sta meglio di altri, ma non si deve pensare che questo sia sufficiente; c’è molto da fare per il mercato interno e l’export».
Sono tutti d’accordo sul fatto che si apre uno scenario positivo. Ecco che le aziende della provincia rafforzano la loro presenza puntando alla qualità, come nel caso del Consorzio Terre del Silenzio con 9 aziende della Valdera (Azienda Agricola Castelvecchio, Azienda Agricola Paoletti-Gualandi, Azienda Agricola Vallorsi, Bellavista Toscana, Bocelli, Fattoria Fibbiano, Podere La Chiesa, Poggio Setteventi, Pieve Dei Pitti). Nata nel 2008, per il presidente Laura Leone «questa sinergia tra aziende è il nostro punto di forza , una collaborazione che non deve andare dispersa e anzi negli anni ha prodotto una crescita e un miglioramento in termini non solo di qualità ma anche di produzione che abbiamo realizzato attraverso una progettualità seria come nel caso di Wine Makers rivolto alla formazione e dedicato agli imprenditori con la voglia di confrontarsi per promuovere al meglio tutto il territorio». Della stessa opinione Alberto Bocelli: «Vinitaly non rappresenta solo un’ occasione di vendita ma soprattutto un fattore di crescita per le nostre aziende con la possibilità di promuovere questi territori che sono straordinariamente belli. Occorre comunque, come hanno sottolineato anche i produttori del Valdarno, che servono ulteriori sforzi per ridare al settore agroalimentare la centralità che merita, rappresentando il primo settore in chiave di Pil europeo».
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