Il Tirreno

Pontedera

La mega biblioteca prende corpo intanto in una mostra

La mega biblioteca prende corpo intanto in una mostra

Intitolata a Giovanni Gronchi, sarà pronta prima della fine del mandato amministrativo della giunta Millozzi

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PONTEDERA. Gli architetti dell'Urban Center, ideatori e curatori della mostra che venerdì, al Centrum Sete Sóis Sete Luas, ha aperto le porte a una giornata importante per Pontedera - per la sua cultura, i suoi giovani, la qualità della sua vita sociale, la sua voglia di guardare, nonostante tutto, al futuro - hanno trovato un'azzeccata metafora artistica per raccontare la nuova Biblioteca comunale “Giovanni Gronchi”, il cammino che porterà la città, e noi con lei, a incrociare (presto: prima della scadenza dell'attuale amministrazione, garantisce il sindaco Simone Millozzi) gli spazi di questo luogo moderno, tecnologico, poeticamente abbracciato alle vestigia della nostra tradizione industriale e operaia, a ricordare che il lavoro dell'istruzione è la prima pietra di qualsiasi idea di sviluppo. Camminando tra i padiglioni dell'esposizione, che resterà aperta per due settimane, dopo aver visto sfilare foto scattate nell'effervescente cantiere che è qui a due passi, plastici, immagini digitali in 3D che anticipano patii assolati, luminose vetrate, ampie sale, si arriva di fronte a uno stormo di volumi fluttuanti nel vuoto, sospesi a mezz'aria, aggrappati a fili che scendono dal soffitto. «Sono “I libri che migrano”, che poi è anche il titolo della mostra», spiega Elisa Scali, dell'Urban Center. « Con Andrea Mannocci, Martina Baldelli, Simone Cioni, abbiamo pensato che per rendere l'idea di questo passaggio di consegne fosse perfetto». La giornata del 5 aprile si chiama “Verso la nuova biblioteca “Giovanni Gronchi” di Pontedera” e partecipano in tanti. Tutte le forze in campo. Oltre al sindaco e agli assessori (Massimiliano Sonetti, Liviana Canovai) del Comune di Pontedera, presenziano rappresentanti della Provincia, della Regione, il progettista Adriano Marsili, il dirigente dei Lavori pubblici Massimo Parrini, il direttore della biblioteca di Pontedera e responsabile di “Bibliolandia” Roberto Cerri, le bibliotecarie Silvia Bracaloni e Manola Franceschini, i rappresentanti delle punte di diamante del Dente Piaggio, da Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Museo Piaggio, a Paolo Dario dell'Istituto di Bio-Robotica del Polo Sant'Anna Valdera, a Riccardo Lanzara di Pont-Tech/Cerfitt. Dagli interventi emerge il ritratto accattivante di ambienti cui sarà un piacere dedicare il proprio tempo: centomila volumi da consultare e/o prendere in prestito, 4mila metri quadri interamente dedicati al sapere (cartaceo e informatico), tra archivi, sale presentazioni, sale lettura, mediateche, il tutto disposto su due piani che, pur reinventandolo, mantengono inalterato lo spirito (la sua concretezza, il bisogno di fattiva operosità che ne ha ispirato le linee, le geometrie, la logistica) dell'ex Officina Uno, una volta occupata dalle catene di montaggio. «Quella di oggi è la nuova, fondamentale tappa di un percorso che viene da lontano», dice il sindaco Millozzi. «Questa parte di città, con le sue rivoluzioni urbanistiche, con le sue eccellenze, incarna al contempo una fase cruciale per lo sviluppo di Pontedera. Negli anni Settanta, la Piaggio aveva 12mila dipendenti. Oggi ne ha tremila. Lasciare all'abbandono gli spazi lasciati liberi dal lavoro sarebbe stato il segno di un'irrimediabile sconfitta. Grazie alla volontà di tanti, così non è stato. La nuova biblioteca sarà, anzi è già oggi, il più recente tassello di questo riscatto».

Andrea Lanini

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