Il Tirreno

Pontedera

Il Ccn? «Meglio scioglierlo così com’è non serve»

di Giacomo Pelfer
Il Ccn? «Meglio scioglierlo così com’è non serve»

Nato nel marzo 2012, il Centro Commerciale Naturale va già verso la chiusura Si è dimesso il vicepresidente Salvadori: «I progetti rimangono tutti al palo»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Acque agitate per il commercio santacrocese. Nell’occhio del ciclone il Centro commerciale naturale della cittadina del Cuoio, creato appena un anno fa, e per il quale una fronda interna di esercenti ne ha chiesto addirittura lo scioglimento. Un’istanza sostenuta da alcuni degli iscritti, innescata dalle dimissioni del vicepresidente Alessandro Salvadori, con l’obiettivo di un «cambio di passo», per dare corso a «proposte concrete nell’interesse del commercio». Altrimenti, a detta dei dissidenti, «così com’è ora non ha alcuna utilità».

Nato nel marzo 2012, il Centro commerciale naturale rientra nel programma di rilancio e valorizzazione delle attività produttive, in particolare per il centro storico. Nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto rimpiazzare il vecchio Comitato Commercianti, dato anche che i cosiddetti Ccn sono ormai gli unici enti riconosciuti dalla Regione per l’accesso a finanziamenti. Tuttavia, a detta di molti, la nuova associazione (attualmente con 23 iscritti) non è ancora decollata di fatto fra i commercianti di Santa Croce. Così, nella riunione del 21 marzo, il vicepresidente Salvadori, titolare dell’omonima ferramenta di via del Bosco, ha rassegnato le dimissioni. «Perché ho capito che così non si può andare avanti – racconta –. Avevo avanzato alcune proposte che non sono state prese in considerazione. Avevamo suggerito 15 o 30 minuti di sosta gratuita in piazza Matteotti, ma mi è stato risposto che bisognava addirittura cambiare tutte le colonnine dei ticket. Insieme a Slow Food avevamo pensato anche a un mercato di prodotti a chilometri zero, da organizzare una volta al mese in piazza Garibaldi. Infine, l’idea di un sito del commercio, di una cartellonistica con tutte le attività, e un sistema di bollini-sconto a disposizione dei clienti in tutti i negozi aderenti. Vedo che in altre realtà certi progetti stanno prendendo corpo, mentre qui sembra che il Ccn serva solo a dire che ce l’abbiamo anche noi».

Da qui la proposta di scioglimento: «Alla riunione eravamo in cinque – dice – e tre hanno votato a favore. Siamo in attesa che venga convocata un’assemblea per parlarne: o facciamo lavorare davvero il Ccn, oppure così com’è non serve».

A bocciare il Ccn, è anche una lettera del Comitato Commercianti, inviata pochi giorni fa al sindaco e alla giunta per esprimere preoccupazione sull’ipotesi di un trasferimento del mercato: «Il percorso fatto per la costituzione del Ccn non ne ha chiarito gli obiettivi – si legge –. Sulle nostre spalle, di questo organismo, ricade solo il peso della tessera associativa. I commercianti di Santa Croce hanno votato per l’abolizione». La presidente del Ccn, Bettina Pellegrini, afferma di non voler replicare a Salvadori, ma precisa che «solo un’assemblea straordinaria potrà decidere per un’eventuale scioglimento». «La convocherò nei prossimi giorni – dice - non è una cosa che si fa dall’oggi al domani». Intanto, tutti i commercianti di Santa Croce sono convocati domani sera in Comune, per chiarire la posizione dell’amministrazione sulla vicenda del mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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