Il Tirreno

Pontedera

I cani trasferiti come pacchi

di Manolo Morandini
I cani trasferiti come pacchi

Il Comune di Volterra affida il servizio di custodia dei randagi a una struttura del Sud

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VOLTERRA. Spedito al Sud. È un carico a quattro zampe, che scatena le polemiche e mette in allarme le associazioni animaliste. Sono gli ottanta Fido che il Comune di Volterra ha affidato in custodia presso un canile di Reggio Emilia e che adesso sono costretti al trasloco forzato. Ad aggiudicarsi per il prossimo triennio il servizio di cattura, cura e mantenimento dei cani è infatti una struttura a centinaia di chilometri, a Matera. Più di otto ore di viaggio, oltre settecento chilometri.

L’apertura delle buste con le offerte pervenute dalle strutture è avvenuta lo scorso venerdì. Ancora non ci sono determine ma le voci dal Palazzo comunale corrono fuori. «Da voci ufficiose il bando risulterebge aggiudicato a un canile del sud (Reggio Calabria o Matera). La cosa sta ovviamente mobilitando tutti i volontari, disperati». A lanciare il sasso nel mare di Facebook, dopo il tam tam via telefono, è una delle volontarie che in provincia di Pisa si occupa della cura dei cani abbandonati.

La delibera con cui la giunta lo scorso ottobre predisponeva i criteri per la definizione del bando di gara prevedeva “l’opportunità di rispettare l'indicazione della Legge regionale circa la detenzione dei cani in strutture che si trovino entro i confini regionali o di Comuni limitrofi”. E sottolineava “fondamentale incentivare le cessioni dei cani a soggetti privati sia per un più consono e rispettoso mantenimento dei cani stessi sia per abbattere le spese che l'Amministrazione deve sostenere ogni anno per tale tipo di servizio”.

Che cosa non ha funzionato? La predisposizione di un bando di gara europeo con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e senza alcun criterio di distanza rispetto a Volterra ha fatto saltare i recinti.

Gli animalisti bollano il risultato del bando come «scempio» e invitano a scrivere agli indirizzi di posta elettronica della giunta di Volterra e dei dirigenti responsabili del bando di gara. C’è una lettera “base” e l’invito a non usare «offese e toni maleducati».

«Il prezzo praticato al giorno per ogni animale non può essere esclusivo motivo di scelta, perché così facendo si sprecano soldi pubblici per mantenere a vita cani che non troveranno mai un’adozione – sostengono gli animalisti –. Investire invece in canili vicini, anche se costano un po’ di più, vuol dire puntare sulla possibilità di dare agli animali una sistemazione in famiglia con conseguente risparmio di denaro pubblico e rispetto dei diritti, ormai ampiamente riconosciuti dalla legge, degli animali».

Gavol in testa sollecitano un incontro con l’amministrazione comunale. Allo studio anche il possibile ricorso alle vie legali per bloccare l’assegnazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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