Sicurezza
Qui nacque l’esploratore Leopoldo Ori
Prima della famiglia Papanti. Poi la storica torre che protegge da secoli la Crespina macchiaiola fu abitata dagli Ori e qui nacque l’esploratore Leopoldo, Ori appunto. Dall’Ottocento ad oggi...
Prima della famiglia Papanti. Poi la storica torre che protegge da secoli la Crespina macchiaiola fu abitata dagli Ori e qui nacque l’esploratore Leopoldo, Ori appunto. Dall’Ottocento ad oggi storie di vita vissuta, leggende e aneddoti caratterizzano quella dimora storica abitata fino a tre anni fa dai genitori di Claudio Salfati, attuale proprietario che vive a Livorno e che da tempo sta cercando di vendere quella che oggi si chiama villa Pappalardo, coi suoi 750 metri quadri affrescati, con dependance e giardino che sopravvive nell’immaginario collettivo di tutti i crespinesi.
«Negli anni la villa è stata anche comando inglese e tedesco, io là dentro ho abitato per quattro anni e le suggestioni sono tante», racconta lui che spesso torna a far visita a quelle mura che profumano di arte griffata Giovan Battista Tempesti, la mano di uno dei massimi esponenti della pittura pisana settecentesca, che ha lasciato il segno in tante dimore storiche del paese come il vicino oratorio di Santa Maria e San Ranieri della villa Belvedere e il complesso delle fabbriche di San Michele.
In paese quando si parla di villa Pappalardo viene sempre fuori la leggenda di una donna che si disperava, in cima alla torre. «Non è una leggenda, è veramente vissuta quella figura femminile», continua Salfati.
La villa è sotto la tutela delle Belle Arti.
«Esiste una ricerca approfondita che abbiamo commissionato noi, proprio per far passare la villa sotto le Belle Arti: si tratta di una documentazione scritta e fotografica richiesta per legge che ripercorre i segreti e la storia della villa», chiude.
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