Italia
Scoperta maxi evasione da 130 milioni
Nei guai gli amministratori di due aziende del “Gruppo Caponi”. Oltre 7 milioni di fatture per operazioni inesistenti
PONTEDERA. Ammonta a 130 milioni di euro la maxi evasione accertata dalla Guardia di Finanza. Protagonisti gli amministratori di due aziende metalmeccaniche della Valdera, che hanno emesso ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un totale di oltre 7 milioni di euro. Numeri e geografia che circoscrivono il campo e riportano sotto i riflettori la condotta degli amministratori del “Gruppo Caponi”. Quattro i denunciati per reati fallimentari e penali-tributari previsti dai finanzieri della compagnia di Pontedera.
I controlli, infatti, hanno consentito di accertare che gli imprenditori, indagati già un anno fa dalle Fiamme gialle di Pontedera per reati fallimentari, hanno sottratto a tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’Irap oltre 130 milioni di euro, evaso l’Iva per oltre 6 milioni e omesso il versamento dell’imposta sul valore aggiunto per circa 3 milioni di euro. Questi i risvolti fiscali della vicenda che vede i protagonisti messi sotto scacco anche da altre procure della Repubblica.
E così al termine delle attività di polizia giudiziaria e di polizia tributaria i protagonisti sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Pisa. I finanzieri hanno tirato le fila di due complesse verifiche fiscali nei confronti delle due società che operavano nel settore della meccanica di precisione: Tecnocontrol Srl e Industrie Toscane Srl. Controlli che per l’anno d’imposta preso in esame le fanno classificare nella categoria degli “evasori totali”.
L’attività di polizia economica e finanziaria avviata dagli investigatori ha consentito di accertare che entrambe le imprese nel 2010, pur avendo certificato i corrispettivi delle vendite per oltre 100 milioni di euro, hanno omesso di presentare le dichiarazioni annuali dei redditi.
Non è stato facile portare alla luce i meccanismi. Per ricostruire le operazioni e il reale volume d’affari delle due società, le Fiamme gialle hanno eseguito lunghe e complesse indagini sia in ambito penale che fiscale, acquisendo informazioni da clienti e fornitori. Sono stati necessari controlli incrociati di fatture e di altra documentazione. E in alcuni casi i finanzieri per ricostruire i flussi di denaro hanno inviato alla rete di clienti e fornitori delle due società dei questionari.
Una vicenda che segue alle indagini che hanno portato a formulare l’accusa di banca rotta fraudolenta nei confronti degli stessi protagonisti a seguito delle indagini disposte sul fallimento della Tecnocontrol, e dei riflessi sull’altra società del Gruppo Caponi, la Industrie Toscane.
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