Sicurezza
Ladri incappucciati entrano nel bar e rubano le slot
Nonostante l’allarme, smurata la macchina scambia-soldi La titolare: è la settima volta, danni da 30mila euro
CASTELFRANCO DI SOTTO. Gli allarmi suonano. Entra in funzione pure il fumogeno, ma niente. Loro entrano, incappucciati, intorno alle tre del mattino, e si scatenano all’interno dell’Angolo Bar, a Castelfranco, portandosi via le quattro slot-machine insieme alla macchinetta scambia-soldi. Addirittura, i quattro ladri hanno il tempo per smurarla, la scambia-monete: ed è proprio quel rumore, tra trapani e martelli, che mette in allarme la vicina che abita al primo piano. «È stata la signora a chiamare i carabinieri, pensava che ci fosse il terremoto, e poi il rumore degli allarmi: un caos», racconta, ancora a caldo, la titolare Silvia Fiaschi, che ha appena fatto denuncia.
Lei arriva sul posto quasi alle 4 del mattino e può solo constatare i danni. È l’ennesimo furto, questa volta pari a quasi 30mila euro. «È la settima volta in alcuni anni che entrano nel bar, sempre a caccia di slot-machine: è per questo che abbiamo messo diversi tipi di allarmi dentro e anche il sistema che funziona col fumogeno che, scoppiando, impedisce di vedere dentro – continua –. Eppure son riusciti ad entrare e le forze dell’ordine sono arrivate quando ormai questi uomini si erano dileguati».
I quattro malviventi segano una parte di saracinesca del locale e si introducono dentro.
Poi scatta l’assalto alle slot e soprattutto alla macchinetta scambia-soldi, il lavoro più complicato perché murata.
«Diverse persone si sono affacciate, svegliate dall’allarme e hanno visto andar via in fretta e furia quattro persone incappucciate a bordo di un furgone bianco, i carabinieri dopo ci hanno detto che quel mezzo era stato rubato il giorno stesso proprio a Castelfranco». Sempre secondo i vicini, i quattro della banda delle slot dovrebbero essere stranieri. «Li hanno sentiti urlare la parola “muoviti” pronunciata in un modo che sembravano dell’est europa», prosegue Fiaschi.
La titolare è stufa e arrabbiata. La questione è: come fare a proteggersi se neppure gli allarmi e i dispositivi di sicurezza riescono a far desistere i delinquenti? «Non sappiamo più che fare – chiude –, adesso bisogna preoccuparsi di riparare la porta e la saracinesca, altrimenti il bar stanotte resta aperto».
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