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Human Rights Watch: produzione illegale in Bangladesh

Non comprate quella pelle: Human Rights Watch (Hrw) è tornata a denunciare la produzione illegale di pellame in alcune concerie di Dacca, la capitale del Bangladesh. E ha scelto di farlo durante la...

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Non comprate quella pelle: Human Rights Watch (Hrw) è tornata a denunciare la produzione illegale di pellame in alcune concerie di Dacca, la capitale del Bangladesh. E ha scelto di farlo durante la fiera di Bologna Lineapelle, il più importante appuntamento internazionale per il settore. L’organizzazione punta il dito soprattutto su due imprese di Hazaribag: Bay Tanneries e Bengal Leather presenti con propri stand a Lineapelle. A ottobre Hrw aveva pubblicato un rapporto denunciando proprio il mancato rispetto delle regole in alcune concerie di Hazaribagh, che ogni giorno scaricano i loro rifiuti, un mix tossico contenente cromo, piombo e altre sostanze, direttamente nel fiume principale della città. «I consumatori – denuncia l’organizzazione – dovrebbero fare in modo di comprare solo oggetti prodotti nel rispetto degli standard ambientali internazionali», un requisito che non si applica alle due concerie di Hazaribagh, dove oltre al problema ambientale c’è anche quello del lavoro minorile. Come denunciato nell’ultimo rapporto, infatti, in Bangladesh lavorano nelle concerie anche bambini e bambine di soli 11 anni. «Per dodici o persino quattordici ore al giorno, considerevolmente oltre il limite delle cinque ore fissato dalla legge per gli adolescenti», scriveva Hrw.

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