Premio produzione da restituire, scatta lo sciopero in Piaggio
L’astensione dal lavoro, indetta dalla Rsu Fiom, è sfociata anche nell’occupazione dei binari ferroviari della stazione
PONTEDERA. Uno sciopero di un'ora e mezzo per dire no alla richiesta di Piaggio di far restituire agli operai parte dell'anticipo ricevuto in busta paga per il premio di produzione relativo al 2012. L'astensione dal lavoro, indetta dalla Rsu in quota Fiom-Cgil, è sfociata anche nell'occupazione dei binari ferroviari nella vicina stazione per circa 10 minuti. Del resto, la situazione è particolare. In pratica, l'azienda chiede la restituzione di soldi agli operai in un quadro di forte contrazione dei consumi sul mercato delle due ruote, in cui però la casa pontederese è riuscita a consolidare le proprie quote di vendita. Tutto nasce dall'accordo del contratto integrativo del 2009 che Fiom-Cgil si rifiutò di firmare in un primo momento, ma che ratificò solo l'approvazione da parte dei lavoratori tramite il referendum. "Decidemmo di non sottoscrivere quell'accordo - dice il segretario provinciale di Fiom-Cgil, Marcello Franchi - proprio perché la parte economica era negativa per noi. E perché si poteva incappare in situazioni come quella che si sta verificando in queste ore". In pratica, ogni mese in busta paga gli operai ricevono 100 euro come anticipo del premio di produzione. All'anno fanno 1.200 euro, ma per il 2012 il premio di produzione, che è legato a criteri come la produttività, la redditività e la soddisfazione del cliente, è inferiore a questa cifra. Ecco, quindi, che Piaggio ha stabilito i soldi da restituire: 725 euro per ciascun operaio del reparto 2R, 177 euro per i lavoratori del reparto motori e 475 euro per quelli della 3R. "L'azienda ci ha detto che è possibile effettuare anche la rateizzazione della restituzione del denaro", hanno affermato i sindacati. Al momento la situazione è tesa tra le parti. Non è detto che Piaggio chieda effettivamente ai lavoratori di restituire i soldi. Intanto, però la Rsu appare decisa nella sua presa di posizione. "Forse l'azienda userà questa sorta di debito come merce di scambio in sede di contrattazione del nuovo integrativo - dice Massimo Cappellini della Rsu Fiom-Cgil -. Lo sciopero, però, ha un valore di rifiuto della richiesta presentata dall'azienda e sancisce l'inizio della battaglia per un nuovo integrativo, in cui ci dovranno essere condizioni che evitino sviluppi di questo genere".(a.q.)
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