La manifestazione
Pellami al profumo di limone e vaniglia
La novità della conceria La Bretagna alla fiera di Bologna. L’Anaconda presenta invece il pitone elasticizzato
INVIATO A BOLOGNA. Una nuova sobrietà? Dopo stagioni in cui si è visto tutto sembrerebbe di sì. Un’eleganza misurata, caratterizzata dai toni facili e rassicuranti, che nascono dal classico, ma disturbati da accenti coraggiosi. Sotto i riflettori di Lineapelle ci sono le idee e le proposte degli operatori del leader world per la messa a punto dei campionari per la primavera-estate 2014. Qui Bologna, la maggiore rassegna internazionale di pelli, tessuti e sintetici, accessori e componenti che si tiene nel quartiere fieristico fino ad oggi. Una tre giorni che è il punto d’incontro fondamentale per oltre 50mila imprese dell’area pelle, il cui giro d’affari, pari a 113 miliardi di dollari all’anno, rappresenta il 40% del business mondiale della filiera.
Rosa, verde mela, limone, vaniglia e arancia. Cinque fragranze per altrettanti pellami e colorazioni. Una novità profumata che ti prende per il naso quella messa in campo dalla conceria La Bretagna. «L’odore persiste per un anno – dice il titolare Paolo Testi –. Poi è sufficiente rinfrescare il profumo passando sul pellame, che è conciato in bianco, un batuffolo di cotone con l’essenza». E aggiunge: «Si tratta di un pellame che abbiamo pensato per piccoli oggetti, come borse o porta cellulare. Gli asiatici ridono e annusano, ma c’è da vedere se si tratta di un interesse concreto o di una reazione in fiera».
All’Anaconda la fa da padrone il rettile. «La novità sono i tessuti di pitone che realizziamo in collaborazione con un ricamificio locale – spiega Sandra Testai –. Si tratta di una stoffa elasticizzata che oltre alla leggerezza e morbidezza ha il vantaggio di eliminare il limite delle pelli di pitone che è la larghezza. E poi si abbattono i costi e si possono usare pelli più piccole». Altra novità qui come anche in altri stand sono i pitoni dipinti con motivi floreali che sembrano annunciare l’estate.
In generale, la gamma delle proposte segue la stagione precedente, realistica e commerciale anche quando mostra toni decisi o di ricerca. Nello stand dell’Artigiano del Cuoio l’elemento di attrazione è una ventiquattrore a grandezza d’uomo. «Soprattutto gli americani si fermano per farsi la foto con la valigia», racconta la titolare Simona Marianelli. Pelli mimetiche o con un effetto pizzo. Il colpo d’occhio alla conceria Montana incontra una gamma di colori chiari, pastello. «La nostra produzione per il 90% è per cinture – dice Andrea Ghizzani –. La scorsa settimana ero alla fiera di Hong Kong, dove mi hanno richiesto gli stessi articoli che vanno qui a Bologna».
Il settore va incontro all’estate 2014 con positività, ma anche con cautela. «Ho visto tanti europei ed orientali, non molti americani – dice Luigi Caroti della Conceria 800 –. Nel nostro caso producendo pellami conciati al vegetale ci salvano la naturalezza e la leggerezza delle colorazioni che ci permettono di renderci riconoscibili dal cliente». Nel mega stand della Dolmen è Luca Giananti a tracciare un bilancio a caldo. «L’affluenza è buona anche se questa fiera arriva un po’ in ritardo per i tempi delle firme».
Capitolo “copiatori in giallo”. «Se non abbiamo modo di sapere chi sono i cinesi che si presentano allo stand non diamo niente», dice Francesca Signorini della conceria Victoria. Una preoccupazione diffusa tra i colleghi. «Tra gli orientali ci sono anche molti conciatori camuffati – rivela Piero Rosati della conceria Incas –.Ci vengono a copiare e visto in positivo vuol dire che ancora contiamo qualcosa».
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