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Il problema: i costi proibitivi del grezzo

Il problema: i costi proibitivi del grezzo

Parlano i rappresentanti delle associazioni. In visita il presidente della Provincia e il sindaco di S. Miniato

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BOLOGNA. La variabile sono le quotazioni del grezzo. Sulle piazze europee scarseggia e farlo arrivare da altri mercati ha spesso costi proibitivi. La misura prova a darla Alessandro Francioni, vicepresidente dell’Assoconciatori di Santa Croce sull’Arno: «L’approvvigionamento del grezzo è vittima del protezionismo che incontriamo sui mercati extra Ue mentre da noi chiunque può venire a comprare liberamente. Dal 2009 ci sono stati aumenti in termini di costo nell’ordine del 500%, ma nel mio caso che tratto le pelli ovine per una fornitura di un camion che mi costava 54mila euro oggi ne servono 465mila». Gli fa eco il presidente del Consorzio conciatori Giuseppe Volpi: «Sui nostri mercati di approvvigionamento si crea una doppia pressione – dice – sia per effetto del calo delle macellazioni che per la domanda che arriva da fuori Europa».

Competizione sui prezzi del grezzo e difficoltà a trasferirli sui clienti sono il dilemma che i conciatori sono chiamati a sciogliere. «Il problema nel problema è che ogni mese i prezzi aumentano mentre le case della moda chiedono prezzi stabili per l’intera stagione, ovvero per circa otto mesi», afferma il presidente dell’Assoconciatori Franco Donati. Eppure il distretto continua a tenere botta e a mantenersi sulle posizioni di produzione e fatturato degli ultimi anni. «Nei primi due mesi dell’anno al depuratore è confluito un 5% in più di scarichi». E la vetrina di Lineapelle conferma il ruolo delle concerie del comprensorio del Cuoio. «Tra gli stand si vedono molti asiatici, ma non mancano le case di moda italiane e francesi che per il comprensorio rappresentano una quota importante di lavoro. Insomma tutte le case di moda che fanno muovere le nostre aziende si sono viste. È questo il passato presente e futuro del nostro distretto».

Conferma Simone Remi del Consorzio Vera pelle conciata al vegetale: «C’è forse meno ressa rispetto a edizioni passate ma chi viene sa cosa chiedere e ha già l’idea dell’ordine di prezzo su cui può andare».

Tra gli stand si muove anche l’amministratore delegato della Cassa di risparmio di San Miniato Divo Gronchi: «Si percepisce un clima positivo anche se con sfumature diverse tra gli imprenditori. Alla banca non viene chiesto di finanziare gli investimenti in questa fase ma il circolante ovvero gli acquisti delle materie prime».

Un segno di vicinanza arriva anche dalle istituzioni. «Il settore sta tenendo in una fase di difficoltà per la nostra economia e ci sono anche delle buone prospettive di crescita», dice il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni. Gli fa eco il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini: «C’è ottimismo e nei primi tre mesi dell’anno il fatturato è dato in crescita rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Ci sono novità interessanti portate in fiera dalle nostre aziende e i contatti non mancano».(m.m.)

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