Il Tirreno

Pontedera

Una piscina per quattro stagioni

di Giacomo Pelfer
Una piscina per quattro stagioni

Vale 1,5 milioni di euro il progetto dei Comuni di Santa Croce sull’Arno e Fucecchio

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Un specchio d’acqua da 1.500 metri quadri, con spazi gioco e relax, strutture di ristoro e intrattenimento, dove trascorrere i caldi pomeriggi estivi e magari anche le serate, con una cena, una bevuta fra amici e tanta musica. È il sogno del mare sotto casa, della piscina che diventa luogo di aggregazione a portata di mano, nonché ottima alternativa a un modello di vacanza che sembra diventare sempre più un lusso. A cullare il sogno sono i Comuni di Santa Croce e Fucecchio, che attendono a breve la conclusione del progetto di ampliamento per gli spazi esterni alla piscina intercomunale di piazza Biagi, inaugurata nel 2008 a metà strada fra le due cittadine.

Una struttura in crescita, che nel 2012 ha superato le 100mila presenze, ancora in attesa, però, di essere sviluppata nella parte esterna, come previsto dal progetto iniziale, che non a caso ha inglobato diversi metri quadri di terreno intorno all’edificio. La società Aquatempra di Empoli, che gestisce la piscina, ha ormai definito i punti principali del progetto, come richiesto nei mesi scorsi dai due Comuni. Quello della piscina all’aperto, del resto, era anche uno degli impegni elettorali del sindaco Osvaldo Ciaponi, che, visti i tempi, non si fa illusioni per una rapida realizzazione dell’opera, ma dice di voler lasciare ai successori «almeno un progetto definitivo».

Il progetto. «L’obiettivo non è la semplice costruzione di una piscina estiva – sottolinea Simone Camiciottoli, responsabile tecnico di Aquatempra –, ma la creazione di uno spazio di svago e di aggregazione in grado di ospitare anche serate ed eventi». Il progetto, infatti, prevede la realizzazione di una serie di vasche collegate fra loro: dalla classica piscina olimpica ad altre con dimensioni e profondità diverse, dotate anche di scivoli e attrazioni per i più piccoli, con un bacino complessivo di 1.500 metri quadri. Tutt’attorno ombrelloni, lettini e gazebo, un campo da beach volley e uno spazio a sabbia per i bambini.

«Il progetto, poi – prosegue Camiciottoli – prevede un bar-ristorante per chi frequenta l’impianto durante il giorno, che in serata si trasforma come locale per la fascia giovanile. In pratica, uno spazio polifunzionale, che possa adattarsi a tutti e a tutte le esigenze».

Le nuove strutture sorgerebbero nella parte sud-ovest all’edificio, mentre il terreno accanto all’ingresso permetterebbe di ingrandire il parcheggio. Nel progetto si inserisce anche l’ampliamento degli spogliatoi e l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell’edificio. In tutto, l’opera è stimata in circa 1,5 milioni di euro, ripartiti a metà fra i due Comuni.

L’alternativa al mare. «Se lo riterranno fattibile partiremo con i lavori – dice Camiciottoli –. Del resto, il progetto può avere una ricaduta economica importante, come dimostrano le ultime tendenze del settore. Un tempo la nostre piscine si svuotavano nei mesi estivi. Da circa tre anni abbiamo visto un forte aumento: sempre più gente rimane in città e cerca un’alternativa concreta al mare. E l’aumento è significativo soprattutto nella fascia di clientela fra i 14 e i 20 anni. È una richiesta di mercato da colmare che avrà un grande sviluppo nei prossimi anni».

I limiti di bilancio. Una necessità condivisa dalle amministrazioni, ma che sconta gli inevitabili problemi legati alle risorse. «L’obiettivo è farne un punto di ritrovo per i ragazzi e le famiglie, un luogo di svago anche per la sera – dice il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi –. Ovviamente c’è il problema delle risorse, ma non escludiamo di valutare anche ipotesi di accordi con un soggetto privato: ormai, senza sinergie, certe opere difficilmente possono essere realizzate a carico dell’ente pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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