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San Genesio, lavori in corso al parco

Gabbanini: «L’auspicio è che la struttura possa diventare motivo di attrazione per il turismo»

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SAN MINIATO. Il sito archeologico di San Genesio, tra Ponte a Elsa e La Scala, restituisce annualmente reperti di notevole interesse storico, archeologico e culturale, databili tra l’epoca etrusca e quella medievale. Per rendere fruibili al grande pubblico le scoperte, gli archeologi organizzano delle visite guidate sul cantiere durante le campagne di scavo, che si svolgono da fine giugno a fine agosto. Proprio per promuovere e valorizzare dal punto di vista turistico, culturale e ambientale il sito di San Genesio il Comune di San Miniato inoltre ha aderito all’Associazione Toscana delle vie Francigene e all’associazione Europea delle vie Francigene.

Al momento il Parco archeologico di San Genesio può contare su finanziamenti a cui contribuiscono il Comune, la Regione Toscana e la Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato. All’ingresso dell’area l’edificio che è stato progettato con criteri di eco-compatibilità ed è autonomo sotto il profilo energetico. Nello specifico l’intervento prevede la realizzazione di una struttura, a pianta rettangolare, con la definizione dello spazio interno progettato come un “unico vano” a cui accedere tramite un ingresso sul lato sud. Questo grande spazio, all’occorrenza, può essere trasformato, attraverso l’utilizzo di pareti mobili, in vani più piccoli per ottenere un’aula didattica, uno spazio espositivo, laboratori e altro ancora. Una soluzione che consente di utilizzare contemporaneamente il locale per attività diverse.

Attualmente sono stati affidati i lavori impiantistici. «Il nostro auspicio – afferma il sindaco Vittorio Gabbanini –, è che questa struttura oltre che essere funzionale alla ricerca e allo sviluppo delle conoscenze del nostro territorio possa diventare ulteriore motivo di attrazione per un turismo consapevole spinto da interessi culturali oppure anche da esigenze di rinnovamento spirituale lungo il percorso della via Francigena». Che conclude: «Vogliamo inoltre dare una connotazione didattica al sito archeologico in modo che possa avvicinare anche gli studenti e le scuole attraverso visite guidate. Tutto questo in sintonia con il programma di sviluppo sostenibile del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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