Trasporti
Piaggio chiude definitivamente la Derbi
Il 23 marzo scorso è suonata per l’ultima volta la sirena allo stabilimento vicino a Barcellona
PONTEDERA. Cronaca di una morte annunciata. Potrebbe intitolarsi così l’ultimo capitolo della gloriosa Derbi, la fabbrica di motorini low-cost inglobata da Piaggio nel 2001 che aveva sede a Martorelles, nell’area di Barcellona.
Il 23 marzo scorso a mezzogiorno è stata suonata la sirena per l’ultima volta, dopo che da Pontedera, per bocca del presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, era stata annunciata la chiusura un anno fa. “Cronaca di una morte annunciata”, appunto, come ha detto al quotidiano di Madrid El Pais, Albert Adami, uno dei discendenti del fondatore di Derbi, Simeò Rabasa. Una storia gloriosa quella della fabbrica che produceva “derivados de bicicleta”, da cui l’abbreviazione Derbi. Novantadue anni di produzione che è riuscita a sopravvivere all’ingresso delle moto asiatiche e alle continue oscillazioni del mercato. A metà anni Novanta, però, l’avventura per produrre in Cina una parte del parco motoveicoli è finita male. Nel 1998 la crisi di liquidità ha aperto le porte a un fondo d’investimento e nel 2001 la proposta d’inglobazione da parte di Piaggio è stata vista come «l’unica via d’uscita alla crisi», come sottolineato da un sindacalista della fabbrica catalana, Francisco Cornejo, che ora aggiunge: «Gli italiani arrivarono con idee rivoluzionarie e ricordo che Leo Mercanti, il consigliere delegato, ci disse che Derbi era un cavallo da corsa al quale non era stato dato abbastanza da mangiare per anni». Dopo che Piaggio comprò Aprilia, qualche anno più tardi, a Martorelles cominciarono a produrre modelli di cilindrata alta. Un cambiamento radicale rispetto alla storia di Derbi che si era cimentata sempre con “due ruote” di bassa cilindrata. Poi, con la crisi mondiale iniziata nel 2007, si sono ridotti gli investimenti, fino al piano triennale illustrato un anno fa da Colaninno che prevedeva la chiusura degli stabilimenti di Barcellona. Una decisione presa dopo il dietrofront di Giba Holding, un fondo d’investimento svizzero che aveva dimostrato interesse verso lo stabilimento di Martorelles, in cui aveva intenzione di produrre un’auto a due posti cabriolet. Interesse poi orientato verso un altro sito produttivo della costa catalana. La casa italiana ha formalizzato l’accordo con i sindacati locali per i 98 lavoratori di Martorelles che riceveranno un indennizzo di 45 giorni per ogni anno lavorato in fabbrica. In più sono stati messi a disposizione 300mila euro che saranno ripartiti tra il personale per un incentivo di circa 1.700 euro. In questo momento gli oltre 19mila metri quadrati di superficie dello stabilimento alle porte di Barcellona sono in vendita.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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