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Don Backy a Santa Croce, ritorno in versione scrittore

SANTA CROCE. Quando nel maggio 1962, al dancing Club ’62 di Ponte a Cappiano, Adriano Celentano in concerto con i Ribelli presentò un giovane cantante del suo Clan – Don Backy – la parrucchiera Sara...

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SANTA CROCE. Quando nel maggio 1962, al dancing Club ’62 di Ponte a Cappiano, Adriano Celentano in concerto con i Ribelli presentò un giovane cantante del suo Clan – Don Backy – la parrucchiera Sara esclamò: “Ma quello è Agatone (deformazione di Agaton), di Santa Croce”. Proprio così: e cantò La storia di Frankie Ballan, ispirata a Franco Bini, altro santacrocese in gita a Parigi con una ragazza, avventura impensabile all’inizio degli anni Sessanta. Sabato 13 aprile alle 17, Don Backy – che oltre a comporre canzoni di successo scrive anche libri - presenterà presso la libreria Colibrì in Santa Croce il quarto volume di una serie cominciata con la storia del Clan Celentano, ma che narra anche l’evoluzione musicale degli anni Sessanta, e arrivata all’anno 2000. S’intitola: “Le milla in una storia”. «Alla fine, sarà la più bella “pentalogia” letteraria e documentata, scritta sul periodo 1955/2010. Un viaggio nella memoria del tempo. Una calda soffitta nella quale ritrovare un po’ di se stessi o scoprirci le radici della nostra musica leggera e…non solo», anticipa l’autore.

L’inizio della storia è noto. Un antico juke box - che sonnecchia nei locali in disuso del vecchio Bar Renata - viene rimesso in funzione da due giovani, attraverso la casuale gettonatura di “La storia di Frankie Ballan”, un brano epocale. La vetusta macchina musicale per una sorta di magia, diventa l'io narratore dell'avventura di Aldo (Agaton) - il cantautore del brano - che, verso la metà degli anni Cinquanta, nella quieta provincia toscana, folgorato da Bill Haley nel film “Senza tregua il Rock and roll”, cerca di emularne le gesta, mettendosi in mostra nelle balere, con il solo scopo di divertirsi e di aumentare le possibilità di conquistare ragazze. Tra rocamboleschi tentativi autarchici, incredibilmente fortunati - tanto da fargli pensare a una strada tracciatagli dal fato - si snoda una delle storie più affascinanti del settore, corroborate da una enciclopedica messe di foto e documenti, tratti dall’archivio personale dell’autore, sapientemente collocati nelle pagine corrispondenti ai fatti narrati, grazie a un attento lavoro grafico.

C’è chi ha paragonato Don Backy a “un Mark Twain dalla chitarra facile e dalle non meno facili, pirotecniche folgorazioni. Intelligente ma brado, autore di canzoni di successo ormai considerate “storiche”, è però uno scrittore. Scrive con una lingua sua, qua e là vagamente accidentale”. Segnatevi la data del ritorno a Santa Croce di Don Backy, qui Aldo Caponi: l’ingresso è libero.

Luciano Gianfranceschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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