Il Tirreno

Pontedera

Spuntano dubbi sulla nuova viabilità per l’autodromo

di Guido Bini
Spuntano dubbi sulla nuova viabilità per l’autodromo

I cittadini chiedono risposte sulle arterie di accesso all’impianto di Pardossi e sulla sicurezza delle strade bianche

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CASCINA. Quando sarà realizzato l’autodromo, come cambierà la viabilità attorno a Pardossi? Che progetti ha il Comune per garantire la sicurezza lungo le strade bianche del territorio? Perché, sul fronte rifiuti, il Comune non apre agli impianti di dissociazione molecolare? La riqualificazione dell’ex Bulleri Legnami è legata ad un nuovo insediamento dell’azienda sul territorio comunale, a che punto siamo? Queste sono alcune delle domande rivolte da cittadini cascinesi al loro sindaco Alessio Antonelli, giovedì sera rimasto per un’ora al telefono della nostra redazione di Pontedera. Un “Pronto, sindaco?” caldissimo, visto che il telefono non ha mai smesso di squillare e il primo cittadino ha dovuto affrontare numerosi aspetti, tra i più disparati.

Sulla questione dell’autodromo di Pardossi Antonelli è stato sollecitato da Paola Orsini, preoccupata dal fatto che non si parli più di una nuova viabilità a corredo del progetto. «Alcune ipotesi furono avanzate nel 2007 – sostiene Orsini – ma di queste oggi non vi è più traccia. Il sindaco aveva anche promesso un incontro pubblico a Pardossi, ma non si è ancora presentato». «Le uniche ipotesi di una nuova viabilità a Pardossi – è stata la replica di Antonelli – al momento sono quelle avanzate dal proponente del progetto dell’autodromo. Il Comune di Cascina però deve ancora dire la sua e posso assicurare che arriveremo a proporre soluzioni anche differenti, ma dopo un percorso di condivisione con la cittadinanza».

Il dissesto delle strade bianche del territorio, in genere strade vicinali ad uso pubblico, sono un’altra nota dolente per molti cittadini. Alessandro Turini, residente a Latignano, da anni chiede la sistemazione della sua via Ciro Menotti e giovedì ha approfittato del “Pronto, sindaco?” per tornare a sollecitare l’amministrazione che del problema ha dato versioni diverse. Ma ora risulta sia stata fatta chiarezza.

«Nel bilancio 2013 – questa la risposta del primo cittadino – dirotteremo 50mila euro dalle piste ciclabili alle strade bianche, poiché il dissesto di alcuni percorsi ha ormai raggiunto il livello di emergenza. Si tratterà di un intervento straordinario, al quale dovrà far seguito la promozione di consorzi fra i vari frontisti privati, che in futuro dovranno occuparsi della manutenzione ordinaria».

Claudio Vergaro, spesso in polemica con l’amministrazione, si è prima complimentato con Antonelli e poi ha posto la questione dei dissociatori molecolari. «Ho letto con piacere della sottoscrizione del Patto dei sindaci – ha detto Vergaro – che impegna il Comune di Cascina all’impiego del fotovoltaico sugli edifici pubblici, e a questo punto mi chiedo perché non si possa andare oltre sul fronte delle energie rinnovabili, andando ad approvare il progetto da me presentato per la realizzazione di un impianto di dissociazione molecolare».

«Quello dei rifiuti è un tema delicato – ha spiegato Antonelli – e prima ancora di pensare a come eliminare quelli prodotti bisogna puntare a produrne di meno. In questo direzione già a luglio estenderemo la raccolta porta a porta, per poi arrivare a ottobre fino a coprire tutta l’Ansa dell’Arno. Motivo per cui stiamo valutando con le dovute cautele l’opportunità di portare avanti il progetto di un dissociatore molecolare sul nostro territorio».

Riguardo alla ricollocazione della Bulleri Legnami, con lo sviluppo in chiave residenziale del vecchio insediamento, a sollevare dubbi è l’architetto Roberto Bargellini. «La Bulleri – sostiene Bargellini – ha realizzato il nuovo stabilimento a Perignano, nel comune di Lari. Stando così le cose, mancando il presupposto della ricollocazione dell’insediamento produttivo nel comune di Cascina, in attuazione del patto territoriale della Provincia di Pisa, l’intera operazione risulterebbe non legittima e l’autorizzazione complessiva illegale».Di diverso parere Antonelli, che ha assicurato: «La Bulleri ha spostato parte della propria produzione a Perignano, ma allo stesso tempo ha avviato un secondo insediamento sul territorio di Cascina, in località Palmerino. Ergo, il patto territoriale è stato rispettato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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