Il Tirreno

Pontedera

Cdc, nuova assemblea per ripianare il capitale

di Manolo Morandini

Gli amministratori convocano i soci per l’approvazione del bilancio ma a giorni presenteranno la domanda di concordato in continuità

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PONTEDERA. C’è una nuova data sul calendario di Cdc Point Spa. Il consiglio di amministrazione ha convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti per il 30 aprile. Un’unica convocazione per l’approvazione del bilancio 2012, ma anche per ottemperare alle disposizioni dell’articolo 2447 del codice civile.

Nel frattempo il Cda dovrebbe procedere a presentare, non appena tecnicamente possibile, una domanda di concordato in continuità con assuntore. In particolare, si prevede la costituzione dopo l’omologa del tribunale di Pisa di una nuova entità (assuntore) non quotata, e la messa in liquidazione della Cdc Point Spa. Un’architettura che fa da contraltare all’obbligo di ricapitalizzazione previsto dall’articolo 2447 del codice civile perché la società ha registrato una perdita per oltre un terzo del capitale con riduzione dello stesso al di sotto del limite legale. Una necessità inderogabile, perché l’integrità e la conservazione del capitale sociale svolgono un ruolo non derogabile di tutela dei creditori.

Ci sono i numeri a confermare la crisi del colosso informatico di Gello. Nel progetto di bilancio al 31 dicembre 2012approvato dal consiglio di amministrazione di Cdc Spa la dimensione del “buco” è nel valore del patrimonio netto: -36,4 milioni di euro, con svalutazioni straordinarie per 39,2 milioni. Al 31 dicembre del 2011il patrimonio netto si attestava a 35,1 milioni di euro. Insomma, il capitale sociale è ben al di sotto del minimo legale. Da mesi l’azienda opera a regime minimo. La crisi di liquidità ha svuotato gli scaffali dei magazzini. Scorrendo i dati del bilancio, infatti, si scopre che a fine 2012 i ricavi si sono attestati a quota 84,1 milioni di euro, in riduzione del 72% circa rispetto ai trecento milioni realizzati nell'esercizio 2011.

Tuttavia, dovrebbe essere una questione di giorni la presentazione delle carte in tribunale. Le banche, coinvolte nel concordato del marchio pontederese dell’informatica, hanno dato la disponibilità a sostenere finanziariamente il piano che l’azienda ha presentato il 25 febbraio scorso. Una disponibilità che lo scorso 6 marzo ha portato l’assemblea dei soci a non liquidare l’azienda in vista della domanda di concordato in continuità con assuntore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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