Proteste
Caffé, brioche ma stop alle scommesse
Anche in Valdera le prime adesioni al movimento “No Slot” nato nel nord Italia. Don Falchi: bene, ne parlerò dall’altare
PONTEDERA. Senza macchinette è meglio. Il caffé, l’atmosfera, i sapori. E qualche bar comincia a toglierli quei marchingegni mangiasoldi. Anche in quel di Pontedera sta arrivando l’onda e l’entusiasmo del movimento “No Slot” che, nel nord Italia, dove è nato, sta raccogliendo le adesioni di sempre più locali, da gennaio ad oggi.
«Avevo voglia di rinnovare la mia attività, riportando le atmosfere vere del bar e del ristoro senza commistioni che mi stavano cominciando a pesare: per questo a ottobre ho deciso di togliere le tre slot machine che avevo», spiega Andrea Senesi, titolare del Caffè degli Artisti di via Veneto a Pontedera.
Nella città della Piaggio è uno dei primi ad aver aderito al Movimento fondato a Marino Pederivo della Val di Fassa e lanciato, con grande successo, a Pavia dalla comunità Casa del Giovane (www.noslot.it): un passo che va in controtendenza rispetto al proliferare di piccole Las Vegas un po’ ovunque.
«In Toscana abbiamo una settantina di adesioni», dice il promotore. Senza guardare alle sale dedicate completamente alle scommesse, difficile oggi pure trovare bar e tabaccai senza quelle fatidiche macchinette. «C’è da dire – continua – che avere le slot, in fondo al mese, significa garantirsi un’entrata non da poco, tanto che pure il rischio furti aumenta, altra ragione per cui le ho tolte: ma ribadisco, il bar deve fare il bar». E mentre qualcuno le toglie, altri locali, come la Caffetteria del Corso, in corso Matteotti, non le metterà mai. «Non voglio giudicare chi decide di installarle, ma il mio locale ha una sua clientela basata su aperitivi, pranzi, e le macchinette mi porterebbero persone che non si addicono all’atmosfera della Caffetteria», dice la sua il titolare, Alessio Bartalucci. Che non manca di sottolineare che lui è, comunque, contrario a qualsiasi tipo di gioco che porti le persone a scommettere.
Il marchio etico fa, subito, breccia sul parroco di Casciana, don Angelo Falchi, che a fine anno ha portato avanti la sua crociata anti-slot nel paese termale. Tanto da farsi promotore di una raccolta di firme contro l’apertura di una nuova sala giochi «Conosco il movimento “No-slot” e appoggio in pieno la filosofia che porta avanti e tutti quei locali che decidono di togliere quelle macchinette che servono solo a portare in rovina tante famiglie», dice. Dall’altare, per come può, anche lui cerca di dissuadere dal proliferare di scommesse e giochi d’azzardo. Don Falchi sa pure che nel nord Italia alcuni Comuni hanno scelto di concedere sgravi fiscali a quei locali che decidono di togliere le slot machine. A Pontedera il sindaco Simone Millozzi non ne sa niente, ma come Unione Valdera (e lui è il presidente) si decide di dire basta alle sale giochi e al bowling nei centri storici. E neppure si potranno aprire in edifici che ospitano civili abitazioni. «Questo provvedimento – chiude Millozzi – va nella direzione di limitare il fenomeno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
