Finanza
Eccesso di cene e sagre: calendario dimezzato
Dopo la protesta dei ristoranti del Volterrano, il Comune promette una riduzione Confcommercio: questi gli accordi, aspettiamo a breve la lista degli eventi
VOLTERRA. Settanta tra sagre e manifestazioni varie di enogastronomia nel 2012. Un eccesso che Confcommercio aveva provato a contestare, senza successo, perché le iniziative avevano già avuto l’ok del Comune.Quest’anno sul Colle si cambia musica e l’associazione di categoria incontra l’amministrazione per tempo e strappa l’impegno da parte della giunta di una drastica riduzione del numero degli eventi.
«In settimana prossima aspettiamo l’elenco delle manifestazioni che l’amministrazione ha intenzione di approvare e ci hanno garantito che sarà quasi la metà dello scorso anno», premette Sandro Cini, direttore Confcommercio, che nei giorni scorsi ha incontrato, insieme al suo staff volterrano, il sindaco Marco Buselli.
«Una settantina di sagre come lo scorso anno – continua – francamente era un numero spropositato che alimentava un circuito perverso, finalizzato a penalizzare il lavoro serio e professionale di chi opera nell’ambito della ristorazione tradizionale».
I malumori degli addetti del settore, infatti, avevano bussato alla porta dell’associazione di Pontedera, proprio a causa di quello che veniva considerato un eccesso di tolleranza per sagre e cene di tutti i tipi organizzati da circoli e associazioni durante la stagione estiva.
Tradizione, valenza turistica, tipicità, valorizzazione dei prodotti caratteristici del territorio, storicità saranno le caratteristiche fondamentali delle manifestazioni enogastronomiche che saranno approvate quest’anno. «Abbiamo chiesto collaborazione all’amministrazione che si è dimostrata aperta e ha capito l’istanza dei commercianti di cui ci siamo fatti portavoce – aggiounge Cini –. Adesso aspettiamo il calendario definitivo delle manifestazioni».
Tra le istanze avanzate da Confcommercio lo scorso anno, a difesa dell’attività dei ristoratori tradizionale, anche l’aspetto dei controlli.
«Non è possibile consentire ad un numero così alto di soggetti, molto spesso di dubbia professionalità – aveva detto nel giugno scorso il direttore di Confcommercio – l’organizzazione di manifestazioni enogastronomiche che non sono sottoposte ai normali controlli di carattere normativo, igienico-sanitario, fiscale e sicurezza del lavoro, controlli ai quali sono, invece, sottoposti i normali pubblici esercizi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
