Finanza
DENUDATO PROSTERNATO E UMILIATO
Alcuni dei passaggi sulla personalità di Ugo Ancillotti contenuti nel libro “La Bella Elvira”, edito da “L’Ancora (CLD)” e scritto da Paolo Falconi nel 2002. Ugo, il fidanzato, fu tra i sospettati...
Alcuni dei passaggi sulla personalità di Ugo Ancillotti contenuti nel libro “La Bella Elvira”, edito da “L’Ancora (CLD)” e scritto da Paolo Falconi nel 2002.
Ugo, il fidanzato, fu tra i sospettati di aver compiuto quel tragico gesto. Anzi, fu l’unico che finì in galera. Due anni in cella. Eppoi, la sentenza, la cui formula ha sempre pesato come un macigno su quell’uomo. Fu assolto per insufficienza di prove. Quelle portate a suo carico non furono tali da fargli passare venti anni in carcere. Quelle a suo discarico non bastarono a illuminarne le ombre. L’accusa: omicidio aggravato. Solo indizi. E la legge “in dubio pro reo”. (...)
Il senatore Giacomo Picchiotti, l’avvocato di Ugo, lo definisce in apertura “un processo di cartapesta”. «Perché – disse nella sua arringa – Ancillotti si sarebbe deciso a questo atto tremendo, cannibalesco, quando all’orizzonte della sua vita di giovanotto innamorato non era passata nemmeno una nube che velasse questo orizzonte? (...) Questo popolo grida, scandisce a una voce il tuo nome o creatura infelice, e ti dice tutto il suo affetto. Ti hanno denudato, ti hanno umiliato, ti hanno prosternato nella polvere, ti hanno colpito nell’anima e nel corpo. Ma tu guardi sereno. Una voce è ora dentro di te. Ti chiama, ti solleva dal giaciglio della tua miseria. Ella sale come un cantico nuovo entro questo tempo. È la voce della tua Elvira, che contro i seminatori e i distillatori di odio, i profanatori del vostro amore, grida la sua sua innocenza. I morti pregano per i vivi. (...) In piedi Ugo! In piedi! L’ora della resurrezione è suonata. È ormai pace nel tuo cuore e nei cuori degli uomini liberi.
(...) “In nome del popolo italiano, visto l’articolo 479 Cpp, la corte assolve...”. Dalla folla un boato rimbalza nelle piazze e nelle vie adiacenti al palazzo di giustizia dove si è assiepata tanta gente. Lacrime, urla, qualcuno applaude. (...) È una formula dubitativa, che non appaga né Ugo né i suoi avvocati. Secondo voci che trapelano dalla camera di consiglio, i giudici non sarebbero stati tutti d’accordo.
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