Proteste
La scuola si scaglia contro Telecom
Dura presa di posizione del consiglio d’istituto della “Galilei” per la previsione di due maxi ripetitori a San Romano
MONTOPOLI VALDARNO. Lo scrivono forte e chiaro le insegnanti e i rappresentanti dei genitori dell’istituto comprensivo Galilei di Montopoli: «No alle antenne vicino alle nostre scuole». È la posizione del consiglio d’istituto, che attraverso una nota si schiera compatto contro Telecom, intenzionata a posizionare due nuovi ripetitori in territorio montopolese: uno nel capoluogo, alle spalle del cimitero, l’altro in via Mulinaccio a San Romano, di fatto a pochi passi, rispettivamente, dalla scuola media e dalla scuola materna di via Gramsci. «Non intendiamo lasciare che la logica del profitto prevalga – scrivono i membri del Consiglio –. Non intendiamo permettere che i nostri bambini e ragazzi vengano esposti a radiazioni elettromagnetiche potenzialmente lesive della loro salute, e ci batteremo per questo. Il principio di precauzione, recepito anche dalla normativa regionale, impone di evitare l’esposizione a tali tipi di radiazioni, specialmente se si tratta di bambini o malati».
Docenti e genitori, infatti, si appellano al testo della legge regionale 49 del 2011, che intende “perseguire – si legge – finalità di tutela della salute umana e di ordinato sviluppo del territorio mediante la corretta localizzazione e il corretto esercizio degli impianti di radiocomunicazione”. «All’articolo 15 – fanno notare i membri del consiglio – la legge vieta tassativamente di localizzare impianti di radiodiffusione e per telefonia mobile “su ospedali, scuole e altri edifici pubblici”. È vero che il successivo articolo 16 contiene una deroga per la telefonia, ma solo nei casi di “aree ospedaliere e universitarie particolarmente estese”, dove “potrebbe essere necessaria la loro installazione all’interno delle aree stesse”. E questo – dicono genitori e docenti – palesemente non è il nostro caso».
Si potrebbe ovviamente obiettare che le antenne in questione non verranno installate “sulle” scuole ma nelle loro vicinanze. Il consiglio d’istituto mette quindi le mani avanti: «Un’obiezione tendenziosa – dice la nota – in quanto la ratio della legge è quella di prevenire danni alla salute dei bambini, e deve essere perseguita sia che l’antenna si voglia installarla sopra sia accanto alla scuola. Il consiglio d’istituto appoggia quindi il sindaco Alessandra Vivaldi e l’intero consiglio comunale e chiede con forza a Telecom un approccio negoziato, razionale e condiviso alla questione, avallando l’idea del sindaco di un tavolo di discussione attraverso cui individuare insieme un’area di installazione idonea, che non pregiudichi né la salute né il patrimonio ambientale del territorio».
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