Il Tirreno

Pontedera

Gli aumenti della Tares ecco la verità di Geofor

di Giacomo Pelfer
Gli aumenti della Tares ecco la verità di Geofor

San Miniato, sul conto pesa il continuo aumento degli indifferenziati Marconcini: «L’imposta chiede un aggravio che è slegato dai rifiuti»

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SAN MINIATO. La proposta è quella di un gruppo di lavoro congiunto, fra consiglieri comunali e tecnici Geofor, per monitorare la situazione dei rifiuti nel comune di San Miniato. Intanto, però, a far discutere sono gli aumenti in arrivo col passaggio dalla Tia alla Tares, la nuova imposta sui rifiuti, che porterà 30 centesimi in più al metro quadro (pari al 10% in più), a cui si aggiungono per San Miniato i maggiori costi richiesti da Geofor: circa 500mila euro di aumento rispetto al 2012, che peseranno per un altro 9,6% sulle utenze domestiche e 11% su quelle non domestiche. Uno stacco fra 2012 e 2013 che, in realtà, nasce da un lato da un errore formale nel confronto fra Tia e Tarsu, e dall’altro dai maggiori costi per il conferimento in discarica, per di più in un comune preso di mira dalla migrazione dei rifiuti, con la percentuale di indifferenziata prevista in aumento dalle stime di Geofor. A spiegarlo è stato il presidente Paolo Marconcini, convocato mercoledì a San Miniato all’interno della commissione Controllo e garanzia sui servizi pubblici locali.

Le ragioni di Geofor. «Abbiamo illustrato cifra per cifra – dice Marconcini –. Alla base c’è innanzitutto un difetto di comunicazione, perché nel conteggio fra 2012 e 2013 non si è tenuto conto del fatto che la Tia non considerava l’Iva, mentre la Tares in quanto tassa la ingloba già. L’aumento reale per il servizio è quindi inferiore al 3%. Resta comunque il fatto che la Tares è un’imposta infelice, perché chiede un aggravio che non ha niente a che fare con i rifiuti».

Nel caso di San Miniato, però, a pesare nel conto di Geofor è il continuo incremento previsto per i rifiuti indifferenziati. «Come tutti i comuni con porta a porta parziale San Miniato non riduce l’indifferenziato a causa della migrazione interna ed esterna. La differenza pro capite rispetto a comuni con porta a porta totale è notevole». Così, San Miniato è chiamata a pagare il conto dei maggiori costi di conferimento in discarica, che vedono Geofor in trattativa con Belvedere per la discarica di Peccioli.

«Il vecchio contratto è scaduto – prosegue il presidente Geofor – e adesso la Belvedere chiede un 15% in più. È una richiesta eccessiva, ma abbiamo comunque dovuto prevedere un aumento dell’8%». Infine, come ricorda Marconcini, a fare la differenza fra 2012 e 2013, è stata anche la scelta del Comune, lo scorso anno, di investire un credito da 500mila euro (derivante dal recupero sulla contribuzione), che ha permesso l’informatizzazione della stazione ecologica e l’estensione del porta a porta senza aumenti per i cittadini.

L’analisi dell’assessore. «Forse non siamo stati lungimiranti – dice l’assessore all’Ambiente Mariateresa Piampiani –, ma lo scorso anno attendevamo per il 2013 l’arrivo del gestore unico. Per questo si decise di investire subito il credito per evitare gli aumenti, estendendo il porta a porta nelle frazioni di confine. A saperlo, avremmo potuto utilizzarli per il porta a porta totale». Una svolta che richiederebbe oltre un milione di euro. «Quest’anno, in concomitanza con la Tares – dice Piampiani – non ce la siamo sentita». L’assessore ha quindi proposto l’idea di una commissione congiunta, subito accolta da Geofor. «Siamo disponibili fin da ora a qualunque gruppo di lavoro», dice Marconcini.

Consulenza indipendente. Fabio Corsi dei Comunisti Uniti, presidente della commissione, annuncia invece la richiesta di «una consulenza esterna, di agenzie specializzate, perché i numeri forniti da Geofor – dice – non sono verificabili. Considerata l’estensione del porta a porta nelle frazioni più esposte alla migrazione l’indifferenziato dovrebbe diminuire, invece è stato calcolato in aumento. C’è un incremento graduale di anno in anno senza alcuna compensazione, nonostante la riduzione dei servizi di raccolta e spazzamento. Occorre una verifica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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