Finanza
Asteroidi e spazzatura orbitante, nuovi rischi
NAVACCHIO. A minacciare il futuro dell’Europa la crisi economica, ma non solo. Meteoriti, asteroidi e spazzatura orbitante possono essere ben più pericolosi e per fortuna c’è chi se ne occupa. Anche...
NAVACCHIO. A minacciare il futuro dell’Europa la crisi economica, ma non solo. Meteoriti, asteroidi e spazzatura orbitante possono essere ben più pericolosi e per fortuna c’è chi se ne occupa. Anche al Polo di Navacchio, dove ieri l’azienda Spacedys ha invitato matematici e astrofisici di caratura internazionale, per fare il punto sui programmi europei circa i progetti di difesa dalle minacce spaziali. Spacedys mette a frutto 14 anni di esperienza del Gruppo di Meccanica Celeste dell’università di Pisa nel campo delle determinazioni orbitali. Un campo in cui gli scienziati di Navacchio operano da soli al mondo assieme ai colleghi Jet Propulsion Laboratory della Nasa. Spacedys lavora per prevedere le traiettorie di asteroidi, meteoriti, e detriti, al fine di scongiurare impatti disastrosi con la terra, con satelliti e con missioni spaziali e per questo collabora con Asi ed Esa, le agenzie spaziali italiana ed europea. «La Commissione Europea - ci ha spiegato Alessandro Rossi, assieme a Fabrizio Bernardi tra i fondatori di Spacedys . ha dato vita al progetto Cips, per la Sicurezza e la protezione delle infrastrutture critiche, all’interno del quale è stato avviato il progetto Sparc, che ci vede parte attiva assieme a Telespazio, Nitel, Ifac-Cnr, Università di Tor Vergata e Itrust. L’incontro di ieri è servito per fare il punto della situazione sulle infrastrutture critiche spaziali e terrestri e sulle possibili minacce spaziali. Poi, fra un anno, ci troveremo di nuovo per classificare i rischi e studiare eventuali contromisure». A preoccupare di più l’Europa non è tanto l’arrivo di piccoli meteoriti, come quello esploso sul cielo russo di Chelyabinsk il 15 febbraio, quanto piuttosto l’arrivo di grandi asteroidi e la perdita dei satelliti. «Quanto accaduto in Russia - ci ha spiegato in proposito Rossi - non era stato previsto perché il meteorite non era stato rilevato, date le sue piccole dimensione e la sua provenienza dall’area che noi chiamiamo “del sole”. Dal nostro punto di vista è un evento trascurabile, visti anche i danni limitati che un oggetto simile può provocare, e maggiori attenzioni sono rivolte ai grandi asteroidi e ai satelliti. Un obiettivo del nostro lavoro, ad esempio, è scongiurare il ripetersi di eventi come lo scontro tra i satelliti Iridium e Cosmos avvenuto nel 2009».
Guido Bini
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