Sicurezza
L’ospedale si scusa ma poi si dimentica di loro
Un pensionato di Zambra si era rivolto al giornale per segnalare un disservizio la moglie dopo essere stata operata a un femore è rimasta senza ausili a casa
CASCINA. L’ospedale prima ha chiesto scusa per essersi dimenticato di attivare il percorso di assistenza previsto dopo un intervento al femore. Ma a distanza di dieci giorni dalla protesta di due coniugi di Zambra niente è cambiato. Nessuno, dopo un evidente black out nella comunicazione tra azienda ospedaliera pisana e Asl 5 di Pisa, ha mosso un dito. E l’anziana è rimasta senza quegli ausili che il marito per giorni ha chiesto invano andando a bussare al distretto socio sanitario di Navacchio e ad altri sportelli dell’Asl 5.
Antonio Rebecchini, pensionato di 82 anni, residente a Zambra di Cascina, torna a protestare dalle pagine del nostro giornale. Anche perché dieci giorni fa, quando abbiamo denunciato per la prima volta il disservizio, l’azienda ospedaliera si era scusata e aveva promesso di attivarsi subito. In sostanza, la moglie del pensionato, che peraltro è malata di Alzheimer, è caduta e si è fratturata un femore. È stata operata nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Cisanello e dopo tre giorni dimessa. Di solito è l’ospedale che attiva la riabilitazione e chiede la visita del fisiatra. Questa volta non è stato fatto e quando il pensionato è andato a chiedere aiuto ha trovato tutte le porte sbarrate. Niente ausili dati dal servizio sanitario. «Sembra che il problema sia dovuto ad una mancata comunicazione tra l’ospedale e l’Asl – ripete oggi il pensionato come aveva fatto dieci giorni fa – ma nel frattempo nessuno ci ha aiutato». «Sulla dimissione della paziente c’è stato probabilmente un difetto di comunicazione di cui ci scusiamo con la famiglia. Esiste infatti, fra Aoup e Azienda Usl 5, un percorso condiviso denominato Pua-Punto unico di accesso (dotato anche di una postazione informativa all’ingresso pedonale principale dell’Ospedale di Cisanello) proprio per risolvere tutte le problematiche di continuità assistenziale ospedale-territorio successive alla dimissione (fornitura di ausili, presidi ortopedici, assistenza domiciliare integrata) e per i casi urgenti», si era affrettata a rispondere l’azienda ospedaliera. Del letto o del materasso adeguato alle necessità di un’anziana operata al femore o di presidi ortopedici come deambulatore o carrozzella non c’è traccia alcuna. La promessa dell’ospedale di assistere «con la fornitura di tutto quanto richiesto il prima possibile» è finita nel dimenticatoio. Un nuovo difetto di comunicazione... Intanto però a fare le spese di questo incomprensibile atteggiamento sono la pensionata e i suoi familiari. Ieri c’è stata una nuova promessa da parte dell’ospedale e dell’Asl. Che sia la volta buona.
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