Proteste
Bio e a chilometri zero il segreto della mensa
Una mattina insieme alle cuoche della cucina scolastica comunale Ogni giorno a Santa Croce sull’Arno vengono sfornati ben 600 pasti
SANTA CROCE SULL’ARNO. La carne è tutta a chilometri zero e proviene direttamente dal macello di San Miniato, la frutta e la verdura sono prodotti esclusivamente e rigorosamente biologici.
Questi sono due dei più importanti segreti della cucina scolastica del Comune di Santa Croce sull'Arno, con cui da tanti anni ormai interagiscono i genitori e che ha rappresentato e rappresenta tuttora la base del successo del concorso “Il Piatto della Mamma”, iniziativa quest'anno affiancata dal nostro giornale.
«La nostra amministrazione – spiega l'assessore alle politiche educative e scolastiche del Comune di Santa Croce Massimo Fanella – ha investito e continua ad investire molto sui servizi educativi e scolastici. La costruzione della cucina scolastica comunale, che risale al gennaio del 2006, ne rappresenta un concreto esempio. La struttura è gestita direttamente dal Comune, una delle pochissime esperienze di questo tipo in Toscana, alla luce della tendenza ad esternalizzare da parte degli enti alle prese coi sempre più consistenti tagli operati dal governo centrale. Tale scelta ha rappresentato un impegno importantissimo e soprattutto coraggioso che l'amministrazione comunale si è assunta verso i bambini della nostra città. Parlo di scelta coraggiosa perché non è scontata né, appunto, diffusa. Un Comune che decide di continuare a gestire direttamente i servizi, soprattutto quelli così delicati vista la particolare utenza, incontra tutta una serie di difficoltà legate a fattori economici e organizzativi».
Abbiamo voluto conoscere da vicino la realtà della cucina scolastica comunale di Santa Croce sull'Arno e abbiamo incontrato direttamente le cuoche che ogni giorno preparano ben seicento pasti per tutti i bambini del territorio, dai nidi (da tre mesi fino a tre anni) fino agli undicenni, che si trovano in quinta elementare. Talvolta, i menù sono differenziati ma nel giorno in cui facciamo visita alla struttura, un martedì (ieri), il menù è unico. È quello del secondo giorno dell'ultima settimana del mese del calendario invernale (pubblicato in alto a destra): alla pastina in brodo vegetale fanno seguito le fettine di manzo alla griglia, le patate alla pizzaiola (una delle ricette vincitrici di una delle edizioni passate de “Il Piatto della Mamma”) e la frutta di stagione.
Le sette cuoche, coordinate dalla guida esperta di Giovanna Cristiani, sono entrate al lavoro alle sette in punto. In rapida successione hanno pensato a pulire la verdura, a sbucciare le patate e a tagliare le fettine dai pezzi di carne di 7-8 chilogrammi l'uno che vengono consegnati dalle ditte esterne. Tra le dipendenti, c'è anche chi si è occupata di accogliere i fornitori e di controllare le derrate (facendo tutte le verifiche del caso, come il controllo della provenienza, del marchio e del peso). Poi, ci si comincia a concentrare sulla cottura, sfalsata sulla base degli orari stabiliti per le varie scuole. Alle 11,15, ad esempio, mangiano i bimbi dei nidi, seguiti alle 12 dalle materne e alle 13 dagli alunni delle elementari. Infine, una volta partiti gli ultimi pasti con i furgoni indirizzati alle varie scuole, ha inizio l'accurata opera di sanificazione dell'intera cucina, che al mattino dopo si presenta nuovamente pulita per un’altra lunga giornata di lavoro.
In un anno, sono ben 130mila i pasti sfornati dalla cucina comunale di Santa Croce sull'Arno, comprensivi anche delle merende e delle pietanze preparate per i centri estivi. Il costo sostenuto dal Comune per le derrate alimentari è di circa 180mila euro all'anno, una spesa tutt'altro che spropositata considerando l’impegno dei 600 pasti al giorno. Dal momento che la qualità del cibo è riconosciuta all'unanimità come particolarmente elevata, risulta allora evidente la bravura delle cuoche a diversificare i menù e a gestire in modo estremamente razionale ed economico la dispensa e la sua conservazione.
Su tutto, ovviamente, vigilano l’unità operativa delle politiche educative e scolastiche del Comune, coordinata dalla dottoressa Sofia Capuano, e la commissione Mensa, di cui fanno parte alcuni rappresentanti dei genitori, che a cadenza periodica si recano nei vari plessi per testare personalmente qualità e quantità di tutto quello che viene fatto mangiare ai bambini.
«Per sostenere i bambini nel loro percorso di crescita – riprende l’assessore Fanella – è infatti importante che l’esperienza educativa della famiglia entri in relazione con quella che si svolge fuori del contesto familiare ed è compito degli adulti, genitori ed educatori, insieme e in continuità, creare contesti capaci di accogliere e accompagnare il bambino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
