Lutto
Si mobilitano in 200 prima sul ponte poi verso la frana
La protesta: «Ci sentiamo isolati dal resto del territorio» Accordo dell’Asl: le ambulanze da qui dirottate su Empoli
MONTECALVOLI. Arrivano alla spicciolata. Come fanno ogni giorno, per prendere il caffé, al “Bar...batrucco”. Ma stavolta lo fanno tutti alla stessa ora. Si sono dati appuntamento. C’è chi si fa accompagnare dalla moglie, chi porta il cane. Chi, in mano, tiene le chiavi d’ingresso della propria attività. Chiusa per partecipare alla manifestazione di protesta contro la Provincia di Pisa. Ma chiusa anche perché, da quando ci sono le frane a isolare la frazione di Santa Maria a Monte da Pontedera e dal resto della Valdera, non si lavora più. Lo sanno bene il benzinaio, la farmacista, il titolare della ferramenta. È questo il motivo per il quale hanno deciso di alzare la voce. Non credono ai propositi dei politici, che qui si sono visti per un paio di sopralluoghi. E poi basta. A loro vogliono far sapere che se prima di Pasqua la strada non apre almeno una corsia, marceranno anche a Pisa. Intanto lo fanno nel tratto che preclude loro l’accesso alla Valdera. Sono circa duecento. Si muovono dal bar e occupano tutta la strada sul ponte della frazione. «Un’altra croce di chi abita qui – dice Fabrizio Trevisani che, insieme con Sandro Cini della Confcommercio Valdera, hanno organizzato la manifestazione – È rimasto a lungo con le spallette rotte e pericolanti. Un pericolo anche per chi ci passava sopra». Bloccano il traffico, obbligano i vigili a deviare le macchine e i furgoni. A farli tornare indietro. Poi, si dirigono verso la frana. «Vogliamo vedere se i lavori procedono – prosegue Trevisani – devono aprire la strada prima di venerdì. Ce l’hanno promesso. Non possiamo rischiare che, magari, qualche mezzo di soccorso perda tempo per raggiungere l’ospedale».
L’Asl di Pisa ha trovato un accordo col 118 di Empoli. Da qui le ambulanze vengono dirottate al “San Giuseppe”: l’ospedale empolese si raggiunge prima di quello a Pontedera.
Il corteo si blocca subito dopo il collettore dell’Usciana. Ci sono le transenne messe dopo il secondo smottamento. Ci sono i volontari della Racchetta a far da guardia. In molti vogliono andare oltre, superano lo sbarramento. Arrivano alla frana. La guardano sgomenti. C’è una gru al lavoro: «Se venerdì non viene liberata una carreggiata, andremo a protestare a Pisa», ripetono.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google