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Pontedera

San Miniato, il Pd sempre più lontano dalla sua giunta

di Giacomo Pelfer
San Miniato, il Pd sempre più lontano dalla sua giunta

SAN MINIATO. È una demarcazione netta fra giunta e partito quella che esce dall’assemblea comunale del Pd di San Miniato, che si è riunita nei due lunedì dell’11 e 18 marzo. Un appuntamento in due...

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SAN MINIATO. È una demarcazione netta fra giunta e partito quella che esce dall’assemblea comunale del Pd di San Miniato, che si è riunita nei due lunedì dell’11 e 18 marzo. Un appuntamento in due puntate per tirare le somme dopo il voto delle elezioni politiche, divenuto subito l’occasione per una resa dei conti sulla vicenda di San Miniato Promozione. Una questione aperta con le dimissioni di buona parte del Cda guidato dall’ex presidente Giovanni Urti, seguendo il copione di un anno prima con l’abbandono del gruppo presieduto da Domenico Ragone. Un film già visto, che il partito aveva subito definito come «una pietra tombale sul passato», reclamando, prima della nomina di qualunque nuovo Cda, una riflessione sui noti problemi strutturali della fondazione. Pochi giorni dopo, invece, il sindaco Vittorio Gabbanini aveva provveduto alla sostituzione dei dimissionari. Un atteggiamento che non è piaciuto alla base del partito (quasi un affronto per alcuni) e che ha condotto, dopo una discussione di ben 25 interventi, all’approvazione di un ordine del giorno che di fatto boccia la condotta della giunta, affermando che «le dimissioni in successione di due consigli di amministrazione – si legge in una nota – non possono essere considerate un fatto di ordinaria amministrazione, a cui porre rimedio con la nomina di un terzo consiglio, ma evidenziano la presenza di gravi problemi strutturali e politici, pur in un quadro di scelte positive, che il Pd riconosce pienamente, di questa e delle precedenti amministrazioni, per fare del turismo un asse importante del futuro di San Miniato».

Il documento è stato approvato con 9 astensioni, tra cui ovviamente quella del sindaco, dei 5 assessori presenti (assente la sola Chiara Rossi) e della presidente del consiglio Marzia Bellini. Nel blocco dei voti a favore, invece, c’è anche quello del nuovo presidente di San Miniato Promozione Delio Fiordispina, che condivide quindi l’analisi sui problemi interni della fondazione, e a cui il partito «esprime la propria fiducia». Il tutto, però, «in un quadro – si legge ancora – in cui si ritiene necessaria una reimpostazione del lavoro della Fondazione, chiedendo alla giunta comunale di definire una visione strategica unitaria e organica, individuando i temi su cui la Fondazione dovrà avere una potestà operativa esclusiva e all’amministrazione resterà una funzione di indirizzo, e quelli, invece, su cui la Fondazione dovrà comunque partecipare al coordinamento e alla costruzione di una regia delle iniziative».

L’assemblea comunale, poi, ha gettato anche un primo sguardo alle prossime amministrative, approvando un documento che dà mandato alla segreteria «di avviare – si legge – a partire dalle questioni dello sviluppo e dell’assetto del territorio, un confronto politico e programmatico con Sel e con gli altri potenziali componenti di una coalizione di centrosinistra, in vista della costituzione di un’alleanza di governo per le elezioni amministrative del 2014».

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