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Pontedera

Dal “Fermi” alla scoperta della vecchia Costantinopoli

Dal “Fermi” alla scoperta della vecchia Costantinopoli

PONTEDERA. Penultima tappa del progetto Comenius ““promoting magic places in europe” per l’Istituto tecnico “Fermi” di Pontedera: dopo i meeting in Spagna, Repubblica Ceca e Grecia, svoltisi tra la...

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PONTEDERA. Penultima tappa del progetto Comenius ““promoting magic places in europe” per l’Istituto tecnico “Fermi” di Pontedera: dopo i meeting in Spagna, Repubblica Ceca e Grecia, svoltisi tra la primavera e l’autunno 2012, ecco un nuovo incontro con i colleghi europei per parlare delle bellezze dei propri paesi e per progettare azioni concrete di marketing places , ovvero di promozione turistica. Meta questa volta la Turchia. Nella prima settimana di marzo una delegazione dell’Istituto, formata da due studenti della classe quarta D dell’indirizzo Turistico, Michele Petrillo e Matteo Moruzzi, e dai loro insegnanti, Giovanni Fascetti e Gabriele Fruzzetti, si è incontrata con insegnanti e studenti tedeschi, portoghesi, spagnoli, greci, lituani, lettoni, cechi, ciprioti e, naturalmente, turchi a Istanbul, l’antica Costantinopoli o Bisanzio. Ricevuta dalle autorità della città e dai responsabili di centri artistico-culturali, la delegazione di Pontedera ha avuto una settimana di intenso lavoro, che proseguirà durante l’ultima tappa prevista in Germania. Gli studenti hanno visitato le vestigia del glorioso passato della “seconda Roma”: le antiche mura di difesa, i monasteri, la suggestiva cisterna dell’acqua potabile che si trova proprio sotto il centro storico. Hanno conosciuto la Istanbul capitale dell’impero ottomano con le decine di moschee, il palazzo Topkapi, residenza del Sultano, e il Rumeli Castle, un forte in cui si è preparata la conquista di Bisanzio del 1453. Si sono poi lasciati prendere dalla Istanbul moderna fatta di centri commerciali, bazar sfavillanti di luci, suggestivi tram di inizio ‘900 riadattati per consentire una mobilità fluida in tutte le ore del giorno, quartieri moderni e lussuosi. . L’altro piacere del viaggio è stato il cibo Il professor Giovanni Ranieri Fascetti, che guidava la delegazione italiana, ha tenuto poi un seminario sulla storia dei dromedari che per secoli sono stati una presenza singolare nel paesaggio di San Rossore. I dromedari, giunti ai regnanti toscani come dono dei sultani dell'impero ottomano o dei bey africani, perfettamente integrati nella fauna locale e impiegati nelle attività economiche della Toscana pre-industriale, possono essere oggi considerati un simbolo degli intensi rapporti culturali e commerciali che hanno legato per secoli la Toscana al mondo islamico e quindi un significativo simbolo di pace.

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